Il Calcio Storico Fiorentino “vergato” a mano da Pineider
25 Giugno 2026Ci sono tradizioni che vivono nel fragore della folla, nel suono dei tamburi, altre che si custodiscono nel silenzio di un gesto. Il Calcio Storico Fiorentino, una delle espressioni più autentiche e identitarie della città di Firenze, è entrambe le cose. Ogni anno, nel mese di giugno, Piazza Santa Croce si trasforma in un’arena dove storia, appartenenza e spirito di quartiere si fondono in una rievocazione che affonda le proprie radici nel Rinascimento. Prima che inizi la sfida, però, c’è un momento solenne che prepara il campo all’azione: la lettura ufficiale delle pergamene da parte degli araldi. È proprio qui che entra in scena Pineider. Custode da oltre due secoli dell’arte della scrittura e della pelletteria fiorentina, il brand realizza le pergamene ufficiali del Calcio Storico Fiorentino, documenti che accompagnano il rito e ne preservano il valore simbolico. Ogni pergamena viene realizzata a mano dalla calligrafa del marchio, Caterina Scardillo, attraverso un processo che unisce competenza tecnica, sensibilità artistica e rispetto per la tradizione. Le parole che gli araldi leggono davanti ai protagonisti della manifestazione prendono così forma su supporti unici, scritti secondo l’antica arte calligrafica. Non si tratta di semplici documenti cerimoniali, ma di veri e propri manufatti che restituiscono alla scrittura il suo ruolo originario: quello di testimonianza, memoria e trasmissione culturale. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione istantanea, la collaborazione tra Pineider e il Calcio Storico Fiorentino assume un significato particolare. Entrambi rappresentano infatti una Firenze che continua a valorizzare il sapere artigiano, la bellezza del gesto e la forza delle tradizioni che attraversano i secoli. Il Calcio Storico non è soltanto una manifestazione sportiva: è un patrimonio culturale che ogni anno rinnova il legame tra la città e la propria storia. La sfilata in costume rinascimentale, gli araldi, le insegne e i rituali che precedono le partite contribuiscono a mantenere viva una memoria collettiva che appartiene all’identità stessa di Firenze. Allo stesso modo, Pineider continua a custodire e reinterpretare una tradizione che affonda le radici nella cultura della carta e della scrittura. Attraverso il lavoro di Caterina Scardillo, le pergamene del Calcio Storico diventano il punto d’incontro tra due patrimoni fiorentini: quello della parola scritta e quello della memoria civica. Perché prima della sfida, prima del gioco, prima dell’emozione della piazza, c’è sempre una storia da raccontare. E ogni storia degna di essere tramandata merita di essere scritta a mano. Aggiungi ai preferiti
Pineider People: Caterina Scardillo e il gesto che resiste al tempo
18 Giugno 2026Nel quarto episodio di Pineider People incontriamo Caterina Scardillo, calligrafa, lettering artist e studiosa delle scritture antiche. Una professione che nasce dall’amore per la forma delle lettere, ma che affonda le sue radici in qualcosa di più profondo: il desiderio di comprendere il rapporto che da sempre lega l’essere umano alla scrittura. (scardillo.com) In un tempo dominato dalla velocità, Caterina ha scelto una strada diversa. Una strada fatta di lentezza, osservazione e pratica quotidiana. Ogni tratto della penna richiede attenzione; ogni lettera è il risultato di un equilibrio delicato tra gesto, ritmo e intenzione. La calligrafia diventa così molto più di una tecnica: è un esercizio di presenza. La sua storia racconta come la scrittura a mano non sia soltanto un mezzo per comunicare, ma un linguaggio capace di esprimere identità, memoria e cultura. Attraverso lo studio della paleografia e delle scritture storiche, Caterina ha dedicato anni alla ricerca delle origini dei segni che ancora oggi utilizziamo, riscoprendo il valore di una tradizione che continua a parlare al presente. Ogni lettera scritta a mano porta con sé qualcosa di irripetibile: una leggera imperfezione, una pressione diversa della penna, una variazione quasi invisibile che racconta la presenza di chi l’ha tracciata. È proprio questa unicità che rende la scrittura un gesto profondamente umano. Per Caterina, la bellezza della calligrafia risiede nella sua capacità di rallentare il tempo. Quando la mano incontra la carta, il rumore del mondo sembra attenuarsi. Rimangono soltanto il segno, il respiro e l’attenzione. Un momento intimo che restituisce valore alle parole e al modo in cui scegliamo di consegnarle agli altri. Non è un caso che il suo percorso si intrecci spesso con quello di Pineider. Da sempre la Maison celebra la scrittura come esperienza culturale e personale, un gesto capace di trasformare pensieri ed emozioni in qualcosa di tangibile e duraturo. Attraverso workshop e incontri dedicati alla calligrafia, Caterina contribuisce a mantenere viva una tradizione che continua a emozionare nuove generazioni di appassionati. La sua testimonianza incarna perfettamente lo spirito di Pineider People: la convinzione che il valore delle cose non risieda nella loro velocità, ma nella loro capacità di durare. In un foglio scritto a mano o in un notes rilegato in pregiata pelle convivono infatti passato e futuro, memoria e immaginazione, tradizione e contemporaneità. Perché scrivere non significa soltanto lasciare un segno sulla carta. Significa lasciare una traccia di sé. Aggiungi ai preferiti
ALBA: la nuova collezione di penne Pineider che celebra il lusso del tempo
17 Giugno 2026C’è un momento della giornata in cui tutto rallenta. La luce cambia lentamente, il silenzio sembra più profondo e ogni gesto acquista un significato diverso. È l’alba: un tempo sospeso, delicato, autentico. Da questa immagine nasce ALBA, la nuova collezione di strumenti di scrittura firmata Pineider 1774. Una collezione che non si limita a reinterpretare l’idea della penna, ma che invita a riscoprire il valore stesso della scrittura come esperienza personale, sensoriale e consapevole. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’omologazione, ALBA sceglie una direzione diversa. Sceglie la materia viva, il contatto reale, il tempo lento dei gesti che restano. La materia come racconto: la galalite Il cuore della collezione è la galalite, un materiale organico ottenuto dalla caseina del latte, conosciuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per la realizzazione di oggetti preziosi e gioielli d’arte. Naturale, luminosa e sorprendentemente calda al tatto, la galalite possiede una qualità unica: reagisce alla luce e alla lavorazione in modo sempre diverso. Ogni venatura, ogni sfumatura, ogni dettaglio è irripetibile. Nessuna penna sarà mai identica a un’altra. Con ALBA, Pineider recupera questa materia rara e la riporta nel luogo a cui appartiene naturalmente: la scrittura. Non come esercizio nostalgico, ma come espressione di una nuova idea di lusso. Più silenziosa. Più personale. Più autentica. Due anime, un’unica visione ALBA rappresenta uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per la maison fiorentina. La collezione si sviluppa attorno a due linee complementari — Classic e Mini — che interpretano lo stesso universo estetico attraverso proporzioni e modalità d’uso differenti. La linea Classic esprime tutta la presenza iconica della penna tradizionale: volumi pieni, eleganza senza tempo e una forte matericità che valorizza la profondità della galalite. È pensata per chi vive la scrittura come un rituale quotidiano, un gesto da assaporare lentamente. La linea Mini, invece, reinterpreta la collezione in una forma più compatta ed essenziale. Agile, contemporanea, progettata per accompagnare il movimento e la quotidianità senza rinunciare al carattere sofisticato e tattile di ALBA. Piccola nelle dimensioni, ma intensa nella presenza. Il piacere dei gesti lenti Ogni dettaglio della collezione è stato progettato per creare un rapporto diretto con chi scrive. Il calore della materia tra le dita, il peso perfettamente bilanciato, il suono magnetico della chiusura brevettata Twist Magnetic Lock: tutto contribuisce a trasformare la scrittura in un’esperienza concreta e profondamente sensoriale. Aprire una penna, richiuderla lentamente, sentire il contatto della superficie, lasciare scorrere l’inchiostro sulla carta. ALBA nasce proprio da questa idea: restituire valore ai gesti che richiedono tempo. Aggiungi ai preferiti
Pineider e Rolls Royce insieme per il lancio di “Alba”
29 Maggio 2026Per celebrare il lancio di Alba, Pineider ha organizzato mercoledì 27 maggio un evento speciale nella boutique di Firenze, trasformando il debutto della nuova collezione in un’esperienza immersiva dedicata all’eleganza, al movimento e al piacere del tempo lento. Per l’occasione, Pineider ha collaborato con Rolls-Royce Italia, dando agli ospiti la possibilità di vivere la città a bordo di una straordinaria Rolls-Royce full electric. Un modo unico per attraversare il centro storico fiorentino e riscoprirne la bellezza attraverso un’idea di lusso silenzioso, contemporaneo e profondamente esperienziale. L’evento ha voluto creare un dialogo naturale tra due realtà accomunate dalla stessa attenzione per il dettaglio, l’artigianalità e la cultura dell’eccellenza. Da una parte la scrittura, la pelle e gli oggetti destinati a durare nel tempo; dall’altra il design automobilistico più iconico al mondo, reinterpretato in chiave contemporanea attraverso l’elettrico. La boutique Pineider di Firenze si è così trasformata in uno spazio d’incontro tra heritage e innovazione, accogliendo ospiti, clienti e amici del brand in un’atmosfera intima e sofisticata, pensata per raccontare il mondo Alba non solo attraverso gli oggetti, ma attraverso un’esperienza completa fatta di sensazioni, movimento e stile. Aggiungi ai preferiti
Polina Stepanova: quando la materia diventa memoria
28 Maggio 2026Nel terzo episodio di Pineider People, il progetto con cui Pineider racconta persone accomunate da una stessa sensibilità verso il tempo, la bellezza autentica e il valore delle cose fatte per durare, Polina Stepanova, artista visiva, docente e ricercatrice estetica che ha fatto della trasformazione della materia il centro della propria ricerca creativa, ci racconta il suo rapporto con il tempo, la materia e la ritualità scandita dai prodotti Pineider. Nata in un universo fatto di arte, moda e sperimentazione, Polina sviluppa sin da bambina un rapporto profondamente istintivo con il disegno e con il racconto visivo. Dopo gli studi presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, il suo percorso si intreccia con il mondo della moda, dell’insegnamento e della ricerca artistica contemporanea, mantenendo però sempre intatto un approccio quasi ancestrale alla creazione. Le sue opere sembrano nascere da un equilibrio fragile e potentissimo tra controllo e casualità: inchiostri, pigmenti e acqua si muovono sulla superficie seguendo traiettorie imprevedibili, lasciando che gravità, gesto e tempo partecipino insieme al processo creativo. Per Polina, dipingere non significa semplicemente rappresentare qualcosa, ma lasciare emergere energie, memorie e stratificazioni invisibili. È una visione che dialoga naturalmente con l’universo Pineider. Perché anche gli oggetti più quotidiani — una cartella in pelle, una penna, un taccuino custodito nel tempo — possono trasformarsi in contenitori di storie. La pelletteria Pineider nasce proprio da questa idea: creare oggetti che non si limitano a essere utilizzati, ma che diventano compagni di viaggio, superfici vive che assorbono il passare degli anni, delle mani, delle esperienze. La pelle, come la carta, conserva tracce. Si trasforma. Acquista carattere. Diventa personale. Nelle opere di Polina Stepanova, la materia sembra avere una memoria propria. Ogni segno racconta un passaggio, ogni imperfezione diventa parte dell’opera finale. Allo stesso modo, una borsa o un accessorio Pineider non aspirano alla perfezione immobile, ma a una bellezza autentica, capace di evolvere insieme a chi li sceglie. Non è un lusso ostentato, ma vissuto. Un lusso fatto di rituali quotidiani, di attenzione ai dettagli, di oggetti destinati a durare oltre le stagioni e oltre il tempo. La ricerca artistica di Polina esplora spesso il rapporto tra visibile e invisibile, tra materia e spiritualità, tra gesto umano e forza naturale. Le sue creazioni evocano paesaggi interiori, memorie primitive, simboli che appartengono tanto alla dimensione personale quanto a quella collettiva. Ed è forse proprio questa capacità di rallentare lo sguardo e restituire profondità alle cose il punto d’incontro più autentico con Pineider. Perché “Crafting Eternity” non significa soltanto creare oggetti eccellenti. Significa dare forma a qualcosa che possa attraversare il tempo senza perdere significato. Con Pineider People continuiamo a raccontare storie di persone che condividono questa stessa visione: donne e uomini che scelgono la lentezza, la cura, la memoria e l’autenticità come forma contemporanea di lusso. E che, attraverso il proprio lavoro e il proprio sguardo, ci ricordano che le cose più preziose non sono quelle che passano velocemente, ma quelle che restano. Aggiungi ai preferiti
“Pineider People”: Michelle Carpente e l’arte di trasformare un invito in un ricordo eterno
27 Maggio 2026Da oltre due secoli Pineider crea strumenti pensati non soltanto per essere utilizzati, ma per attraversare il tempo insieme alle persone che li scelgono. Da questa stessa sensibilità nasce “Pineider People”, il progetto editoriale che racconta l’universo umano e valoriale che ruota attorno al brand. Un percorso fatto di incontri, testimonianze e personalità accomunate da una visione condivisa: l’amore per la scrittura, la cura artigianale, l’attenzione per i dettagli e un’idea di lusso autentico, lontano dall’eccesso e vicino invece alla bellezza delle cose create per durare. Dopo la prima puntata, il viaggio di “Pineider People” prosegue con Michelle Carpente, wedding planner che ha fatto della personalizzazione e dell’emozione il cuore del proprio lavoro. Per Michelle, entrare nel mondo Pineider significa vivere un’esperienza unica, paragonabile alla scelta dell’abito perfetto: un momento in cui estetica, sensibilità e identità si incontrano per dare forma a qualcosa di irripetibile. Nel mondo del wedding, ogni dettaglio racconta una storia. Ed è proprio attraverso la carta che questa storia prende forma per la prima volta. Un invito non è soltanto un annuncio, ma il primo gesto di accoglienza, il primo frammento dell’atmosfera che accompagnerà il grande giorno. Per questo ogni coordinato grafico nasce per essere autentico e completamente personalizzato: dai font alle finiture, dalla scelta della carta alle incisioni, fino ai dettagli più preziosi come la stampa a rilievo o l’oro a caldo. La collaborazione tra Michelle Carpente e Pineider nasce da una visione condivisa del lusso: non ostentazione, ma ricerca della qualità, del tempo dedicato alle cose fatte bene e della capacità di creare emozioni destinate a durare. Che si tratti di un matrimonio elegante, contemporaneo o fuori dagli schemi, esiste sempre un modo speciale per trasformare ogni invito in un ricordo da custodire. È qui che il payoff di Pineider, “Crafting Eternity”, trova la sua espressione più autentica. Non soltanto nella tradizione artigianale che da oltre due secoli definisce il brand, ma nella capacità di creare oggetti che accompagnano momenti irripetibili e li rendono eterni. Con “Pineider People”, Pineider continua così a dare voce a persone e storie che condividono la stessa attenzione per il tempo, per la bellezza e per il valore delle cose fatte per restare. Aggiungi ai preferiti
Il Bello si Tramanda: Pineider e Agee celebrano l’arte della condivisione generazionale
19 Maggio 2026Ci sono gesti che attraversano il tempo senza perdere valore. Scrivere a mano è uno di questi. Un movimento lento, personale, capace di custodire memoria, identità ed emozioni. Da questa riflessione nasce “Il Bello si Tramanda”, l’evento che ha visto incontrarsi Pineider e Agee in un dialogo dedicato alla trasmissione del sapere artigianale, della bellezza e delle storie che meritano di continuare a vivere. Nella boutique Pineider di Via Manzoni a Milano, ospiti e appassionati hanno preso parte a un workshop di calligrafia pensato come esperienza immersiva nel valore del gesto scritto. Un momento intimo e contemporaneo insieme, in cui la calligrafia si è trasformata in simbolo di continuità tra passato e presente, tra tradizione e nuova interpretazione. Accanto a Pineider, protagonista della serata è stata Agee, realtà che ha fatto del recupero e della trasformazione il cuore della propria visione creativa. Il brand di gioielli reinterpreta infatti pezzi vintage e gioielli del passato, donando loro una nuova identità attraverso un processo di ricondizionamento che unisce sensibilità estetica e attenzione artigianale. Ogni creazione nasce così da una memoria già esistente: un oggetto che ha attraversato epoche, mani e storie diverse, ritrovando oggi una nuova vita. Una filosofia che incontra naturalmente il mondo Pineider. Da sempre, la Maison fiorentina custodisce il valore del tempo attraverso la carta, la pelletteria, la scrittura e l’eccellenza manifatturiera italiana, creando oggetti destinati a durare e a essere tramandati. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero, il gesto di scrivere a mano conserva infatti qualcosa di profondamente autentico: la capacità di lasciare un segno personale, irripetibile. Il workshop è diventato così un punto d’incontro tra due universi accomunati dalla stessa sensibilità: quella per gli oggetti che custodiscono memoria e che continuano a raccontare storie attraverso il tempo. A concludere la serata, un cocktail party che ha riunito ospiti, creativi e amici dei due brand in un’atmosfera di condivisione e scambio, celebrando il valore di ciò che non si limita a essere creato, ma viene custodito, reinterpretato e tramandato. Scopri la galleria fotografica Aggiungi ai preferiti
Pineider People: storie che attraversano il tempo
11 Maggio 2026Ci sono oggetti che accompagnano la nostra vita, altri che la custodiscono e altri ancora che la raccontano e la tramandano di pagina in pagina, di mano in mano: un quaderno consumato agli angoli, una penna che attraversa anni di pensieri, una carta che trattiene ricordi destinati a restare. Da sempre, Pineider vive nello spazio intimo in cui la scrittura incontra il tempo, ed è lì che nascono storie autentiche, gesti quotidiani destinati a diventare memoria. È in questo spazio della memoria e dell’immaginazione che prende vita “Pineider People”, un nuovo progetto di storytelling dedicato alla nostra famiglia di clienti e appassionati. Un racconto corale fatto di persone, esperienze e testimonianze che condividono un modo comune di guardare al mondo: lento, consapevole, profondamente umano. Attraverso le loro parole, “Pineider People” esplora vite accomunate dall’amore per la scrittura, dalla cura per la manualità, dal valore attribuito al tempo e da una visione del lusso lontana dall’eccesso, ma vicina invece all’autenticità delle cose fatte per durare. È un progetto che incarna naturalmente il payoff di Pineider: “Crafting Eternity”, non soltanto come espressione dell’eccellenza artigianale che da oltre due secoli definisce il brand, ma come attitudine a creare oggetti capaci di accompagnare momenti destinati a diventare eterni. La prima puntata di Pineider People, uscita domenica 10 maggio in occasione della festa della mamma, è dedicata a Maria Maddalena Ramaiola in Berri, che ci ha aperto le porte del suo universo personale attraverso i suoi 16 “quaderni d’oro”: pagine custodite nel tempo, dove ricordi, riflessioni e frammenti di vita diventano testimonianza preziosa di un’esistenza vissuta con attenzione e sensibilità. Nel suo racconto ritroviamo il valore più autentico della scrittura: quello di trasformare la memoria in qualcosa di tangibile, da conservare e tramandare. Un gesto semplice, eppure straordinario, che continua a dare significato alle parole anche nell’epoca della velocità e dell’effimero. Con Pineider People, il brand inaugura così uno spazio dedicato alle storie vere. Storie di persone che scelgono ancora di scrivere a mano, di custodire il tempo, di lasciare una traccia. Perché ogni pagina scritta con cura è, in fondo, un piccolo esercizio di eternità. Per scoprire la prima storia di Pineider People di Matilde Berri Clicca qui Aggiungi ai preferiti
Jet Set Pass: viaggiare con stile, senza sembrare turisti spaesati
4 Maggio 2026Viaggiare oggi è facilissimo. Farlo bene, un po’ meno. Basta spostarsi anche di poco per accorgersi che il viaggio è uno dei momenti in cui le buone maniere servono di più: spazi condivisi, tempi incerti, persone che non conosciamo e una certa dose di stress richiedono una buona dose di self control. Poi, arrivati a destinazione, e le cose non si semplificano: cambiano le regole, cambiano le abitudini, e quasi mai qualcuno si prende la briga di spiegarcele… È proprio qui che si gioca la differenza tra chi viaggia per davvero e chi si limita a spostarsi.. Da questa consapevolezza nasce Jet Set Pass, il workshop di galateo contemporaneo organizzato da Pineider in collaborazione con l’Italian Etiquette Society e condotto da Elisa Motterle: un incontro focalizzato sui codici del viaggio contemporaneo, per comprenderli e gestirli con sicurezza e naturalezza. Non basta viaggiare spesso… Molte persone viaggiano regolarmente, ma non sempre si sentono davvero a proprio agio. Valigie piene eppure inutili, incertezze su come comportarsi in hotel, piccoli errori nelle relazioni con il personale o con altri ospiti: dettagli che, sommati, rischiano di trasformare anche il viaggio più atteso in un’esperienza solo a metà. E poi c’è un altro aspetto, meno evidente ma decisivo: il disallineamento tra come vorremmo apparire e come effettivamente ci muoviamo. Cosa si impara, per davvero Durante il workshop Jet Set Pass si lavora su elementi molto concreti: come pianificare un viaggio in modo intelligente i codici dell’hôtellerie e la relazione con il personale cosa cambia tra una destinazione e l’altra (e perché) le gaffe più comuni e come evitarle come preparare una valigia essenziale e funzionale cosa distingue un viaggiatore esperto Il risultato è semplice: meno incertezze, meno stress, più controllo. Il workshop Jet Set Pass si terrà il 16 maggio, dalle 10 alle 12, nella boutique Pineider. Un’occasione per imparare a viaggiare con maggiore consapevolezza, leggerezza e – perché no – con quella sicurezza che si nota subito, anche senza dire una parola. Aggiungi ai preferiti
La responsabilità della parola: scrivere per pensare, pensare per comprendere
27 Aprile 2026In occasione della Giornata Mondiale del Libro, l’Università LUISS Guido Carli ha promosso un’iniziativa che ha saputo andare oltre la celebrazione simbolica, trasformandosi in un momento di riflessione concreta sul ruolo della scrittura nella società contemporanea. Il workshop “La responsabilità della parola”, realizzato insieme al Premio Campiello e a Pineider, ha posto al centro una questione cruciale: oggi, scrivere non è solo un atto funzionale, ma un esercizio di consapevolezza civile. Perché in un’epoca in cui la produzione di contenuti è continua e accelerata, il rischio non è la mancanza di parole, ma la loro perdita di significato. Scriviamo costantemente – messaggi, email, note, prompt – ma sempre più spesso senza attraversare davvero il pensiero che le genera. È proprio su questa frattura che si è innestato l’intervento di Nicola Andreatta, Direttore Generale di Pineider, che durante la sua masterclass ha offerto una riflessione lucida e profondamente contemporanea sul valore della scrittura. “Vi faccio una domanda molto semplice,” ha esordito. “Quando è stata l’ultima volta che avete scritto qualcosa a mano, non per obbligo, ma per pensare?” Una domanda solo apparentemente semplice, che introduce un tema centrale: la scrittura come strumento di comprensione, non di mera registrazione. Andreatta ha condiviso un’esperienza personale, risalente ai suoi anni universitari: la scelta consapevole di non utilizzare le sbobinature. “Quando scrivevo gli appunti a mano capivo di più, e soprattutto ricordavo di più. Non stavo copiando quello che diceva il professore, stavo filtrando, scegliendo, costruendo. Scrivere non era registrare informazioni, era trasformarle in qualcosa di mio.” Questa intuizione, oggi supportata da numerosi studi scientifici, mette in luce una verità spesso trascurata: l’accesso all’informazione non coincide con la sua comprensione. La velocità, valore dominante del nostro tempo, non garantisce profondità. “Abbiamo costruito strumenti perfetti per accedere all’informazione, ma meno efficaci per trasformarla in conoscenza,” ha sottolineato. Il cuore del discorso si sposta così sul gesto della scrittura manuale, inteso non come nostalgia, ma come pratica cognitiva. “Scrivere a mano è un gesto fisico. Ha un ritmo, una resistenza, un tempo. Ed è proprio in questo limite che succede qualcosa di importante: il pensiero prende forma.” La lentezza imposta dalla carta e dalla penna non è un ostacolo, ma una condizione necessaria per attivare processi mentali più profondi, capaci di integrare memoria, percezione e rielaborazione. Ma c’è un passaggio ulteriore, forse il più rilevante per il nostro tempo: oggi scrivere a mano è una scelta. “Una scelta di rallentare quando tutto accelera. Una scelta di essere presenti quando tutto distrae. Una scelta di pensare quando tutto produce.” In questo scenario, la riflessione si amplia inevitabilmente al rapporto con le tecnologie emergenti, in particolare l’intelligenza artificiale. Andreatta non adotta una posizione oppositiva, ma invita a distinguere con chiarezza: “Dobbiamo distinguere due cose: scrivere per produrre e scrivere per pensare. Per produrre, l’AI è perfetta. Per pensare, no.” Il punto non è dunque la tecnologia in sé, ma il rischio di un uso passivo. “Se deleghiamo anche il processo di scrittura, non stiamo delegando solo il gesto, stiamo delegando il pensiero. Passiamo da autori a editor del pensiero.” Una trasformazione sottile ma radicale, che ha implicazioni non solo individuali, ma collettive. “Una società che non pensa in profondità è una società più fragile, più influenzabile, più superficiale.” È qui che il tema della responsabilità della parola assume un significato pienamente civile. Scrivere significa prendere posizione, costruire senso, esercitare il dubbio. “Il pensiero critico non nasce dalla velocità. Nasce dalla capacità di fermarsi, di dubitare, di riformulare. Se togliamo il tempo, togliamo il dubbio. E senza dubbio, non c’è pensiero critico.” All’interno di questa riflessione, il ruolo di Pineider si definisce con chiarezza. Non come semplice produttore di strumenti, ma come custode di una cultura della scrittura. “Noi non vendiamo oggetti. Custodiamo un modo di pensare. Una penna o un foglio non servono a scrivere di più. Servono a scrivere meglio.” In un mondo saturo di notifiche e distrazioni, la carta diventa così uno spazio di autonomia. Uno spazio in cui il pensiero può tornare a essere personale, non delegato, non automatizzato. Un gesto semplice, ma profondamente controcorrente. La conclusione della masterclass si traduce in un invito concreto, quasi quotidiano: “Ogni giorno, prendete un foglio e scrivete a mano. Non per condividere. Non per pubblicare. Ma per capire.” Forse è proprio qui che si trova il senso più attuale della Giornata Mondiale del Libro: non nella celebrazione dell’oggetto, ma nella riscoperta del processo. Perché, come ha ricordato Andreatta, “in un mondo in cui tutto può scrivere al posto nostro, la vera differenza non sarà chi scrive di più. Sarà chi continua a pensare davvero.” E in questa prospettiva, il vero lusso contemporaneo assume una nuova definizione: non il tempo libero, ma il tempo per pensare. Aggiungi ai preferiti