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Pineider magazine

Ogni agenda nasce per accompagnarci nel futuro. Le sue pagine braccolgono appuntamenti, progetti, idee, viaggi, incontri. Sono uno spazio ancora da riempire, una promessa di ciò che verrà, ma anche uno scrigno in cui custodire una storia. È questo il significato delle nuove agende 2027 Pineider: non soltanto strumenti per organizzare il tempo, ma oggetti attraverso i quali scoprire la storia del Marchio, iniziata a Firenze nel 1774 e arrivata fino ai nostri giorni.

Nel corso dell’anno, tra una settimana e l’altra, l’agenda accompagnerà chi la utilizza in un viaggio attraverso alcuni dei momenti che hanno costruito l’identità di Pineider. Una storia fatta di carta, scrittura, artigianalità e innovazione, ma anche di persone, luoghi, viaggi e trasformazioni. Perché parlare di un’agenda significa parlare di tempo. E Pineider, da oltre 250 anni, quel tempo lo scrive.

1774: l’inizio di una storia

La storia comincia nel 1774, quando Francesco Pineider, originario di Pinei in Val Gardena, lascia le montagne e arriva a Firenze. È un viaggio importante, non soltanto nello spazio ma anche nella vita. Francesco si trova davanti a una città vivace e cosmopolita, attraversata da artisti, intellettuali, mercanti e viaggiatori. Firenze è una delle tappe fondamentali del Grand Tour europeo e rappresenta un luogo privilegiato per chi cerca cultura, arte e bellezza. È qui, nel cuore della città, che Francesco apre la sua prima bottega, in Piazza della Signoria.

Fin dall’inizio, Pineider si lega così a un mondo in cui la scrittura non è una semplice necessità, ma una forma di espressione, relazione e identità. Carte da lettera, incisioni, strumenti per scrivere e oggetti destinati alla vita quotidiana entrano progressivamente nell’universo della bottega. Una vocazione che, con il passare dei secoli, non cambierà mai nella sua essenza: creare strumenti per dare forma alle parole e conservarle nel tempo.

Quando la scrittura comincia a viaggiare

Nel corso dell’Ottocento Firenze cambia, così come cambia il modo di viaggiare e di comunicare. Pineider cresce insieme alla città e al suo pubblico internazionale. La carta diventa sempre più uno strumento per raccontare il mondo: mappe, guide, cartoline e materiali stampati accompagnano la nascita di un turismo moderno. La scrittura esce dagli studi e dai salotti e comincia a viaggiare. È un passaggio fondamentale anche per Pineider, che amplia progressivamente il proprio universo. La precisione dell’incisione, la qualità della stampa e la cura della carta diventano elementi distintivi di una produzione sempre più sofisticata. La reputazione della casa fiorentina supera i confini della città e si consolida presso una clientela internazionale. La storia di Pineider, in fondo, è anche la storia di un modo di vivere la scrittura: come qualcosa che accompagna il viaggio, il lavoro, le relazioni e i momenti importanti della vita.

Dalla carta alla pelle

Verso la fine dell’Ottocento, un’altra evoluzione entra a far parte di questa storia: la pelletteria. Borse, cartelle, sacche e scrittoi da viaggio diventano l’estensione naturale degli strumenti della scrittura. La carta non è più soltanto qualcosa da utilizzare sulla scrivania: può essere portata con sé, insieme agli oggetti necessari per scrivere e lavorare.

È una trasformazione che anticipa una delle caratteristiche più riconoscibili di Pineider: la capacità di mettere in dialogo materiali diversi, mantenendo al centro la cultura dell’oggetto e la qualità della manifattura. Carta e pelle, scrittura e viaggio, tradizione e innovazione, sono tutte connessioni che ancora oggi fanno parte dell’identità del brand.

1966: quando la storia rischia di andare perduta

Ogni storia attraversa momenti difficili: per Pineider, uno dei più drammatici arriva il 4 novembre 1966, quando l’Arno esonda e Firenze viene colpita dalla devastante alluvione. La sede di Pineider in Piazza della Signoria viene sommersa dall’acqua e dal fango. Con essa vengono colpiti gli archivi, le macchine da stampa, le carte pregiate, le incisioni e una parte importante della memoria dell’azienda. È una perdita enorme.

Eppure, proprio in quel momento, emerge un’altra caratteristica che ancora oggi appartiene all’identità Pineider: la capacità di continuare. La memoria, da quel momento, assume un significato ancora più profondo. Non è soltanto ciò che viene conservato, ma anche ciò che si sceglie di tramandare.

Oltre due secoli dopo, la scrittura continua

In oltre 250 anni Pineider ha attraversato trasformazioni politiche, sociali e tecnologiche, mantenendo il proprio legame con Firenze e con una cultura della manifattura fondata sulla qualità.

Oggi il mondo è profondamente diverso da quello in cui Francesco Pineider aprì la sua bottega. Comunichiamo attraverso schermi, calendari digitali e notifiche. Gli appuntamenti vengono sincronizzati automaticamente e intere biblioteche possono essere contenute in un dispositivo. Eppure, continuiamo a scrivere, continuiamo a cercare il piacere di una pagina, il gesto di una penna sulla carta, la possibilità di annotare un pensiero e ritrovarlo mesi o anni dopo. Ed è proprio in questo spazio, tra la velocità del presente e il valore delle cose che durano, che nasce l’agenda Pineider.

Le nuove agende Pineider 2027 trasformano questo concetto in un’esperienza concreta: le loro pagine non servono soltanto a organizzare le giornate. Raccontano anche ciò che è venuto prima.

Durante l’anno, la storia di Pineider viene ripercorsa attraverso capitoli che accompagnano la quotidianità: dal 1774 agli anni del Grand Tour, dall’evoluzione della stampa alla nascita della pelletteria, fino all’alluvione di Firenze e alla crescita internazionale del brand. Così, mentre si scrive un appuntamento per domani, si può scoprire una storia di oltre due secoli fa; mentre si pianifica un viaggio, si può incontrare il racconto di quando la scrittura iniziò a viaggiare; mentre si apre una nuova settimana, si può tornare a un momento in cui tutto era ancora da costruire. Ed è forse questo il senso più autentico di un’agenda: mettere in relazione ciò che è stato, ciò che stiamo vivendo e ciò che ancora deve accadere.

Un oggetto per il tempo

La filosofia di Pineider parte da un’idea semplice e profondamente legata alla scrittura: raccontare significa dare un ordine al tempo, trasformare gli istanti in una storia. Nel “Manifesto” di Pineider, scritto per noi da Enrico Dal Buono, questa visione viene sintetizzata nell’idea che la storia inizi con la prima parola scritta e che la scrittura rappresenti il nostro modo di lasciare una traccia oltre il presente. Le agende 2027 nascono esattamente da questa idea. Sono oggetti per organizzare il tempo, ma anche per ricordarlo. Soprattutto per ricordarlo. La storia di Pineider e la storia di chi utilizza una sua agenda finiscono così per incontrarsi. Aprirle significa iniziare un nuovo anno. Scriverci significa iniziare a costruire una nuova storia. Sfogliarle significa invece ricordarsi che ogni storia nasce da quelle che l’hanno preceduta.