La nuova Agenda 2027: scrivere il futuro, pagina dopo pagina
3 Settembre 2026Ogni agenda nasce per accompagnarci nel futuro. Le sue pagine braccolgono appuntamenti, progetti, idee, viaggi, incontri. Sono uno spazio ancora da riempire, una promessa di ciò che verrà, ma anche uno scrigno in cui custodire una storia. È questo il significato delle nuove agende 2027 Pineider: non soltanto strumenti per organizzare il tempo, ma oggetti attraverso i quali scoprire la storia del Marchio, iniziata a Firenze nel 1774 e arrivata fino ai nostri giorni. Nel corso dell’anno, tra una settimana e l’altra, l’agenda accompagnerà chi la utilizza in un viaggio attraverso alcuni dei momenti che hanno costruito l’identità di Pineider. Una storia fatta di carta, scrittura, artigianalità e innovazione, ma anche di persone, luoghi, viaggi e trasformazioni. Perché parlare di un’agenda significa parlare di tempo. E Pineider, da oltre 250 anni, quel tempo lo scrive. 1774: l’inizio di una storia La storia comincia nel 1774, quando Francesco Pineider, originario di Pinei in Val Gardena, lascia le montagne e arriva a Firenze. È un viaggio importante, non soltanto nello spazio ma anche nella vita. Francesco si trova davanti a una città vivace e cosmopolita, attraversata da artisti, intellettuali, mercanti e viaggiatori. Firenze è una delle tappe fondamentali del Grand Tour europeo e rappresenta un luogo privilegiato per chi cerca cultura, arte e bellezza. È qui, nel cuore della città, che Francesco apre la sua prima bottega, in Piazza della Signoria. Fin dall’inizio, Pineider si lega così a un mondo in cui la scrittura non è una semplice necessità, ma una forma di espressione, relazione e identità. Carte da lettera, incisioni, strumenti per scrivere e oggetti destinati alla vita quotidiana entrano progressivamente nell’universo della bottega. Una vocazione che, con il passare dei secoli, non cambierà mai nella sua essenza: creare strumenti per dare forma alle parole e conservarle nel tempo. Quando la scrittura comincia a viaggiare Nel corso dell’Ottocento Firenze cambia, così come cambia il modo di viaggiare e di comunicare. Pineider cresce insieme alla città e al suo pubblico internazionale. La carta diventa sempre più uno strumento per raccontare il mondo: mappe, guide, cartoline e materiali stampati accompagnano la nascita di un turismo moderno. La scrittura esce dagli studi e dai salotti e comincia a viaggiare. È un passaggio fondamentale anche per Pineider, che amplia progressivamente il proprio universo. La precisione dell’incisione, la qualità della stampa e la cura della carta diventano elementi distintivi di una produzione sempre più sofisticata. La reputazione della casa fiorentina supera i confini della città e si consolida presso una clientela internazionale. La storia di Pineider, in fondo, è anche la storia di un modo di vivere la scrittura: come qualcosa che accompagna il viaggio, il lavoro, le relazioni e i momenti importanti della vita. Dalla carta alla pelle Verso la fine dell’Ottocento, un’altra evoluzione entra a far parte di questa storia: la pelletteria. Borse, cartelle, sacche e scrittoi da viaggio diventano l’estensione naturale degli strumenti della scrittura. La carta non è più soltanto qualcosa da utilizzare sulla scrivania: può essere portata con sé, insieme agli oggetti necessari per scrivere e lavorare. È una trasformazione che anticipa una delle caratteristiche più riconoscibili di Pineider: la capacità di mettere in dialogo materiali diversi, mantenendo al centro la cultura dell’oggetto e la qualità della manifattura. Carta e pelle, scrittura e viaggio, tradizione e innovazione, sono tutte connessioni che ancora oggi fanno parte dell’identità del brand. 1966: quando la storia rischia di andare perduta Ogni storia attraversa momenti difficili: per Pineider, uno dei più drammatici arriva il 4 novembre 1966, quando l’Arno esonda e Firenze viene colpita dalla devastante alluvione. La sede di Pineider in Piazza della Signoria viene sommersa dall’acqua e dal fango. Con essa vengono colpiti gli archivi, le macchine da stampa, le carte pregiate, le incisioni e una parte importante della memoria dell’azienda. È una perdita enorme. Eppure, proprio in quel momento, emerge un’altra caratteristica che ancora oggi appartiene all’identità Pineider: la capacità di continuare. La memoria, da quel momento, assume un significato ancora più profondo. Non è soltanto ciò che viene conservato, ma anche ciò che si sceglie di tramandare. Oltre due secoli dopo, la scrittura continua In oltre 250 anni Pineider ha attraversato trasformazioni politiche, sociali e tecnologiche, mantenendo il proprio legame con Firenze e con una cultura della manifattura fondata sulla qualità. Oggi il mondo è profondamente diverso da quello in cui Francesco Pineider aprì la sua bottega. Comunichiamo attraverso schermi, calendari digitali e notifiche. Gli appuntamenti vengono sincronizzati automaticamente e intere biblioteche possono essere contenute in un dispositivo. Eppure, continuiamo a scrivere, continuiamo a cercare il piacere di una pagina, il gesto di una penna sulla carta, la possibilità di annotare un pensiero e ritrovarlo mesi o anni dopo. Ed è proprio in questo spazio, tra la velocità del presente e il valore delle cose che durano, che nasce l’agenda Pineider. Le nuove agende Pineider 2027 trasformano questo concetto in un’esperienza concreta: le loro pagine non servono soltanto a organizzare le giornate. Raccontano anche ciò che è venuto prima. Durante l’anno, la storia di Pineider viene ripercorsa attraverso capitoli che accompagnano la quotidianità: dal 1774 agli anni del Grand Tour, dall’evoluzione della stampa alla nascita della pelletteria, fino all’alluvione di Firenze e alla crescita internazionale del brand. Così, mentre si scrive un appuntamento per domani, si può scoprire una storia di oltre due secoli fa; mentre si pianifica un viaggio, si può incontrare il racconto di quando la scrittura iniziò a viaggiare; mentre si apre una nuova settimana, si può tornare a un momento in cui tutto era ancora da costruire. Ed è forse questo il senso più autentico di un’agenda: mettere in relazione ciò che è stato, ciò che stiamo vivendo e ciò che ancora deve accadere. Un oggetto per il tempo La filosofia di Pineider parte da un’idea semplice e profondamente legata alla scrittura: raccontare significa dare un ordine al tempo, trasformare gli istanti in una storia. Nel “Manifesto” di Pineider, scritto per noi da Enrico Dal Buono, questa visione viene sintetizzata nell’idea che la storia inizi con la
Pineider e The Robin: una serata dedicata alla creatività con Yansu Wang
29 Luglio 2026Lo scorso 23 luglio la boutique Pineider di Via Manzoni 12 a Milano ha aperto le proprie porte a un’esperienza che ha celebrato il valore della carta come strumento di espressione, memoria e connessione. In collaborazione con The Robin, esclusiva community internazionale che riunisce personalità provenienti dal mondo dell’arte, della cultura, del design e dell’imprenditoria, Pineider ha ospitato un workshop di junk journaling guidato dall’artista Yansu Wang. In un’atmosfera raccolta e conviviale, gli ospiti hanno preso parte a un percorso creativo in cui frammenti di carta, fotografie, ritagli, lettere e piccoli oggetti quotidiani si sono trasformati in racconti visivi personali. Un invito a rallentare, osservare e riscoprire il piacere del gesto manuale, attraverso una pratica artistica che restituisce valore alle storie custodite negli oggetti e nelle emozioni. La ricerca di Yansu Wang, da sempre incentrata sul dialogo tra carta, memoria e identità, ha accompagnato i partecipanti nella realizzazione di pagine uniche, costruite con collage, composizioni tridimensionali e dettagli capaci di dare forma a ricordi, suggestioni e immaginazione. Ogni creazione è diventata così un diario personale, autentico e irripetibile. Per Pineider, da oltre due secoli custode della cultura della scrittura e dell’eccellenza cartaria, ospitare iniziative come questa significa dare continuità a una tradizione che guarda al futuro. La carta non è soltanto un supporto, ma un luogo di incontro tra creatività, artigianalità e pensiero, capace di ispirare nuove forme di espressione contemporanea. La collaborazione con The Robin ha contribuito a rendere la serata un’occasione di dialogo e condivisione, riunendo una community accomunata dalla passione per la bellezza, la cultura e le esperienze autentiche. Un incontro in cui il tempo dedicato alla creazione è diventato anche tempo dedicato alle relazioni, allo scambio di idee e alla scoperta di nuove prospettive. L’appuntamento del 23 luglio conferma il ruolo della boutique Pineider di Via Manzoni come spazio vivo, aperto alla contaminazione tra arte, design e cultura. Un luogo dove la tradizione della manifattura incontra linguaggi contemporanei e dove ogni evento diventa un’opportunità per riscoprire il valore dei gesti, dei materiali e delle storie che raccontano chi siamo. Aggiungi ai preferiti
Pineider e il Premio Strega: il merito del tempo
14 Luglio 2026Sono due storie che hanno sempre parlato la stessa lingua, quelle di Pineider e del Premio Strega. Essere partner del più autorevole riconoscimento della letteratura italiana significa, per Pineider, riaffermare un legame che accompagna il brand fin dalle sue origini: quello con la scrittura, con la cultura e con il valore delle parole destinate a durare. In occasione dell’edizione 2026 del Premio Strega, Pineider ha voluto rendere omaggio ai protagonisti di questo straordinario appuntamento con una selezione di doni esclusivi, pensati per celebrare il gesto della scrittura e il piacere degli oggetti che custodiscono idee, ricordi e storie. Un gesto di eleganza discreta che racconta, ancora una volta, la filosofia del marchio. Per Pineider la scrittura non è mai stata soltanto uno strumento. È un rito, un’esperienza personale, un modo di lasciare un segno nel tempo. Dal 1774, anno della sua fondazione a Firenze, il brand accompagna scrittori, intellettuali, professionisti e viaggiatori con creazioni capaci di coniugare artigianalità, innovazione e bellezza. Dalla celebre carta alle penne, fino alle collezioni di pelletteria, ogni oggetto nasce con la stessa vocazione: custodire ciò che conta davvero. È proprio questa visione ad avvicinare Pineider al Premio Strega. Da quasi ottant’anni il premio racconta l’evoluzione della narrativa italiana attraverso le voci dei suoi autori, contribuendo a costruire un patrimonio culturale che attraversa le generazioni. Pineider, da oltre due secoli e mezzo, continua invece a realizzare gli strumenti attraverso cui quelle storie possono essere immaginate, annotate, corrette, firmate e tramandate. Due realtà diverse, ma unite dalla convinzione che il valore delle parole non si esaurisca nell’istante in cui vengono scritte. Ogni romanzo nasce da appunti, taccuini, pagine riscritte infinite volte. Ogni grande idea prende forma attraverso un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario: fermare un pensiero su carta. Anche la pelletteria Pineider nasce dalla stessa cultura del tempo. Cartelle, portfolio, porta documenti, agende e accessori sono progettati per accompagnare chi crea, lavora e viaggia, diventando compagni di vita destinati ad acquisire carattere con l’uso. La pelle evolve, cambia, racconta il percorso di chi la vive, proprio come una pagina annotata conserva le tracce del pensiero che l’ha attraversata. In un’epoca in cui tutto tende a essere immediato, Pineider continua a credere nel valore della lentezza, della manifattura e degli oggetti destinati a durare. Valori che trovano una naturale affinità con il Premio Strega, dove ogni libro rappresenta anni di ricerca, di riscrittura e di dedizione. La collaborazione tra Pineider e il Premio Strega diventa così molto più di una partnership. È il riconoscimento di un patrimonio condiviso, fatto di cultura, eccellenza italiana e rispetto per il tempo necessario a creare qualcosa di autentico. Perché le storie cambiano il nostro modo di vedere il mondo. E gli oggetti che le accompagnano possono diventare, a loro volta, parte di quella storia. Aggiungi ai preferiti
Pineider e Rizzoli: dalle lettere alla letteratura
6 Luglio 2026Lo scorso 1° luglio, la boutique Pineider di Milano ha ospitato un’esperienza esclusiva in collaborazione con Rizzoli per celebrare l’uscita del romanzo Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans.L’incontro ha riunito creator e appassionati di scrittura in un contesto che ha messo al centro il libro e il piacere della scrittura a mano, in perfetta sintonia con l’identità di Pineider, Maison che da oltre due secoli valorizza l’eccellenza italiana attraverso articoli di cartoleria, strumenti di scrittura e collezioni di pelletteria. La forza di una lettera Tutte le mattine di Sybil racconta la storia di una donna che, attraverso le lettere, ritrova un modo autentico di osservare il mondo, dare forma ai propri pensieri e costruire relazioni profonde. In un’epoca dominata dalla comunicazione istantanea, il romanzo di Virginia Evans restituisce valore alla scrittura lenta, alla riflessione e alla capacità delle parole di creare connessioni sincere. Le lettere diventano così molto più di un semplice mezzo di comunicazione: sono memoria, intimità, presenza. Ogni pagina ricorda quanto possa essere potente fermarsi, scegliere con attenzione ogni parola e affidarla alla carta. Un messaggio che incontra naturalmente la filosofia di Pineider, da sempre ambasciatore dell’arte della scrittura come esperienza personale, estetica ed emotiva. Un’esperienza dedicata alla calligrafia Per dare forma concreta ai temi del romanzo, Pineider e Rizzoli hanno ideato una speciale Experience calligrafica guidata da Caterina Scardillo, esperta di lettering e calligrafia contemporanea. Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di riscoprire il piacere del gesto manuale, sperimentando il ritmo lento della scrittura a mano e approfondendo tecniche che trasformano ogni parola in un segno unico e irripetibile. Un laboratorio che ha invitato i partecipanti a rallentare, a concentrarsi sul movimento della mano e sulla relazione tra inchiostro, carta e pensiero. Un momento di creatività che ha restituito alla scrittura il suo valore più autentico: quello di un’espressione personale capace di lasciare un’impronta. Pineider, dove la scrittura incontra la cultura Da sempre Pineider considera la scrittura molto più di una funzione: è un patrimonio culturale, un linguaggio che attraversa il tempo e continua a ispirare nuove forme di espressione.Per questo motivo la Maison promuove occasioni d’incontro con il mondo dell’editoria, della letteratura e dell’arte, creando esperienze che mettono al centro il piacere di scrivere e di raccontarsi. La collaborazione con Rizzoli rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso: un dialogo tra una storia che celebra il valore delle lettere e un brand che, attraverso le sue iconiche carte, gli strumenti di scrittura e le collezioni di pelletteria, continua a custodire e reinterpretare l’eleganza del gesto scritto. Perché, anche nell’era digitale, ci sono emozioni che solo una lettera scritta a mano riesce ancora a raccontare. Aggiungi ai preferiti
Il Calcio Storico Fiorentino “vergato” a mano da Pineider
25 Giugno 2026Ci sono tradizioni che vivono nel fragore della folla, nel suono dei tamburi, altre che si custodiscono nel silenzio di un gesto. Il Calcio Storico Fiorentino, una delle espressioni più autentiche e identitarie della città di Firenze, è entrambe le cose. Ogni anno, nel mese di giugno, Piazza Santa Croce si trasforma in un’arena dove storia, appartenenza e spirito di quartiere si fondono in una rievocazione che affonda le proprie radici nel Rinascimento. Prima che inizi la sfida, però, c’è un momento solenne che prepara il campo all’azione: la lettura ufficiale delle pergamene da parte degli araldi. È proprio qui che entra in scena Pineider. Custode da oltre due secoli dell’arte della scrittura e della pelletteria fiorentina, il brand realizza le pergamene ufficiali del Calcio Storico Fiorentino, documenti che accompagnano il rito e ne preservano il valore simbolico. Ogni pergamena viene realizzata a mano dalla calligrafa del marchio, Caterina Scardillo, attraverso un processo che unisce competenza tecnica, sensibilità artistica e rispetto per la tradizione. Le parole che gli araldi leggono davanti ai protagonisti della manifestazione prendono così forma su supporti unici, scritti secondo l’antica arte calligrafica. Non si tratta di semplici documenti cerimoniali, ma di veri e propri manufatti che restituiscono alla scrittura il suo ruolo originario: quello di testimonianza, memoria e trasmissione culturale. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione istantanea, la collaborazione tra Pineider e il Calcio Storico Fiorentino assume un significato particolare. Entrambi rappresentano infatti una Firenze che continua a valorizzare il sapere artigiano, la bellezza del gesto e la forza delle tradizioni che attraversano i secoli. Il Calcio Storico non è soltanto una manifestazione sportiva: è un patrimonio culturale che ogni anno rinnova il legame tra la città e la propria storia. La sfilata in costume rinascimentale, gli araldi, le insegne e i rituali che precedono le partite contribuiscono a mantenere viva una memoria collettiva che appartiene all’identità stessa di Firenze. Allo stesso modo, Pineider continua a custodire e reinterpretare una tradizione che affonda le radici nella cultura della carta e della scrittura. Attraverso il lavoro di Caterina Scardillo, le pergamene del Calcio Storico diventano il punto d’incontro tra due patrimoni fiorentini: quello della parola scritta e quello della memoria civica. Perché prima della sfida, prima del gioco, prima dell’emozione della piazza, c’è sempre una storia da raccontare. E ogni storia degna di essere tramandata merita di essere scritta a mano. Aggiungi ai preferiti
Pineider People: Caterina Scardillo e il gesto che resiste al tempo
18 Giugno 2026Nel quarto episodio di Pineider People incontriamo Caterina Scardillo, calligrafa, lettering artist e studiosa delle scritture antiche. Una professione che nasce dall’amore per la forma delle lettere, ma che affonda le sue radici in qualcosa di più profondo: il desiderio di comprendere il rapporto che da sempre lega l’essere umano alla scrittura. (scardillo.com) In un tempo dominato dalla velocità, Caterina ha scelto una strada diversa. Una strada fatta di lentezza, osservazione e pratica quotidiana. Ogni tratto della penna richiede attenzione; ogni lettera è il risultato di un equilibrio delicato tra gesto, ritmo e intenzione. La calligrafia diventa così molto più di una tecnica: è un esercizio di presenza. La sua storia racconta come la scrittura a mano non sia soltanto un mezzo per comunicare, ma un linguaggio capace di esprimere identità, memoria e cultura. Attraverso lo studio della paleografia e delle scritture storiche, Caterina ha dedicato anni alla ricerca delle origini dei segni che ancora oggi utilizziamo, riscoprendo il valore di una tradizione che continua a parlare al presente. Ogni lettera scritta a mano porta con sé qualcosa di irripetibile: una leggera imperfezione, una pressione diversa della penna, una variazione quasi invisibile che racconta la presenza di chi l’ha tracciata. È proprio questa unicità che rende la scrittura un gesto profondamente umano. Per Caterina, la bellezza della calligrafia risiede nella sua capacità di rallentare il tempo. Quando la mano incontra la carta, il rumore del mondo sembra attenuarsi. Rimangono soltanto il segno, il respiro e l’attenzione. Un momento intimo che restituisce valore alle parole e al modo in cui scegliamo di consegnarle agli altri. Non è un caso che il suo percorso si intrecci spesso con quello di Pineider. Da sempre la Maison celebra la scrittura come esperienza culturale e personale, un gesto capace di trasformare pensieri ed emozioni in qualcosa di tangibile e duraturo. Attraverso workshop e incontri dedicati alla calligrafia, Caterina contribuisce a mantenere viva una tradizione che continua a emozionare nuove generazioni di appassionati. La sua testimonianza incarna perfettamente lo spirito di Pineider People: la convinzione che il valore delle cose non risieda nella loro velocità, ma nella loro capacità di durare. In un foglio scritto a mano o in un notes rilegato in pregiata pelle convivono infatti passato e futuro, memoria e immaginazione, tradizione e contemporaneità. Perché scrivere non significa soltanto lasciare un segno sulla carta. Significa lasciare una traccia di sé. Aggiungi ai preferiti
ALBA: la nuova collezione di penne Pineider che celebra il lusso del tempo
17 Giugno 2026C’è un momento della giornata in cui tutto rallenta. La luce cambia lentamente, il silenzio sembra più profondo e ogni gesto acquista un significato diverso. È l’alba: un tempo sospeso, delicato, autentico. Da questa immagine nasce ALBA, la nuova collezione di strumenti di scrittura firmata Pineider 1774. Una collezione che non si limita a reinterpretare l’idea della penna, ma che invita a riscoprire il valore stesso della scrittura come esperienza personale, sensoriale e consapevole. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’omologazione, ALBA sceglie una direzione diversa. Sceglie la materia viva, il contatto reale, il tempo lento dei gesti che restano. La materia come racconto: la galalite Il cuore della collezione è la galalite, un materiale organico ottenuto dalla caseina del latte, conosciuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per la realizzazione di oggetti preziosi e gioielli d’arte. Naturale, luminosa e sorprendentemente calda al tatto, la galalite possiede una qualità unica: reagisce alla luce e alla lavorazione in modo sempre diverso. Ogni venatura, ogni sfumatura, ogni dettaglio è irripetibile. Nessuna penna sarà mai identica a un’altra. Con ALBA, Pineider recupera questa materia rara e la riporta nel luogo a cui appartiene naturalmente: la scrittura. Non come esercizio nostalgico, ma come espressione di una nuova idea di lusso. Più silenziosa. Più personale. Più autentica. Due anime, un’unica visione ALBA rappresenta uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per la maison fiorentina. La collezione si sviluppa attorno a due linee complementari — Classic e Mini — che interpretano lo stesso universo estetico attraverso proporzioni e modalità d’uso differenti. La linea Classic esprime tutta la presenza iconica della penna tradizionale: volumi pieni, eleganza senza tempo e una forte matericità che valorizza la profondità della galalite. È pensata per chi vive la scrittura come un rituale quotidiano, un gesto da assaporare lentamente. La linea Mini, invece, reinterpreta la collezione in una forma più compatta ed essenziale. Agile, contemporanea, progettata per accompagnare il movimento e la quotidianità senza rinunciare al carattere sofisticato e tattile di ALBA. Piccola nelle dimensioni, ma intensa nella presenza. Il piacere dei gesti lenti Ogni dettaglio della collezione è stato progettato per creare un rapporto diretto con chi scrive. Il calore della materia tra le dita, il peso perfettamente bilanciato, il suono magnetico della chiusura brevettata Twist Magnetic Lock: tutto contribuisce a trasformare la scrittura in un’esperienza concreta e profondamente sensoriale. Aprire una penna, richiuderla lentamente, sentire il contatto della superficie, lasciare scorrere l’inchiostro sulla carta. ALBA nasce proprio da questa idea: restituire valore ai gesti che richiedono tempo. Aggiungi ai preferiti
Pineider e Rolls Royce insieme per il lancio di “Alba”
29 Maggio 2026Per celebrare il lancio di Alba, Pineider ha organizzato mercoledì 27 maggio un evento speciale nella boutique di Firenze, trasformando il debutto della nuova collezione in un’esperienza immersiva dedicata all’eleganza, al movimento e al piacere del tempo lento. Per l’occasione, Pineider ha collaborato con Rolls-Royce Italia, dando agli ospiti la possibilità di vivere la città a bordo di una straordinaria Rolls-Royce full electric. Un modo unico per attraversare il centro storico fiorentino e riscoprirne la bellezza attraverso un’idea di lusso silenzioso, contemporaneo e profondamente esperienziale. L’evento ha voluto creare un dialogo naturale tra due realtà accomunate dalla stessa attenzione per il dettaglio, l’artigianalità e la cultura dell’eccellenza. Da una parte la scrittura, la pelle e gli oggetti destinati a durare nel tempo; dall’altra il design automobilistico più iconico al mondo, reinterpretato in chiave contemporanea attraverso l’elettrico. La boutique Pineider di Firenze si è così trasformata in uno spazio d’incontro tra heritage e innovazione, accogliendo ospiti, clienti e amici del brand in un’atmosfera intima e sofisticata, pensata per raccontare il mondo Alba non solo attraverso gli oggetti, ma attraverso un’esperienza completa fatta di sensazioni, movimento e stile. Aggiungi ai preferiti
Polina Stepanova: quando la materia diventa memoria
28 Maggio 2026Nel terzo episodio di Pineider People, il progetto con cui Pineider racconta persone accomunate da una stessa sensibilità verso il tempo, la bellezza autentica e il valore delle cose fatte per durare, Polina Stepanova, artista visiva, docente e ricercatrice estetica che ha fatto della trasformazione della materia il centro della propria ricerca creativa, ci racconta il suo rapporto con il tempo, la materia e la ritualità scandita dai prodotti Pineider. Nata in un universo fatto di arte, moda e sperimentazione, Polina sviluppa sin da bambina un rapporto profondamente istintivo con il disegno e con il racconto visivo. Dopo gli studi presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, il suo percorso si intreccia con il mondo della moda, dell’insegnamento e della ricerca artistica contemporanea, mantenendo però sempre intatto un approccio quasi ancestrale alla creazione. Le sue opere sembrano nascere da un equilibrio fragile e potentissimo tra controllo e casualità: inchiostri, pigmenti e acqua si muovono sulla superficie seguendo traiettorie imprevedibili, lasciando che gravità, gesto e tempo partecipino insieme al processo creativo. Per Polina, dipingere non significa semplicemente rappresentare qualcosa, ma lasciare emergere energie, memorie e stratificazioni invisibili. È una visione che dialoga naturalmente con l’universo Pineider. Perché anche gli oggetti più quotidiani — una cartella in pelle, una penna, un taccuino custodito nel tempo — possono trasformarsi in contenitori di storie. La pelletteria Pineider nasce proprio da questa idea: creare oggetti che non si limitano a essere utilizzati, ma che diventano compagni di viaggio, superfici vive che assorbono il passare degli anni, delle mani, delle esperienze. La pelle, come la carta, conserva tracce. Si trasforma. Acquista carattere. Diventa personale. Nelle opere di Polina Stepanova, la materia sembra avere una memoria propria. Ogni segno racconta un passaggio, ogni imperfezione diventa parte dell’opera finale. Allo stesso modo, una borsa o un accessorio Pineider non aspirano alla perfezione immobile, ma a una bellezza autentica, capace di evolvere insieme a chi li sceglie. Non è un lusso ostentato, ma vissuto. Un lusso fatto di rituali quotidiani, di attenzione ai dettagli, di oggetti destinati a durare oltre le stagioni e oltre il tempo. La ricerca artistica di Polina esplora spesso il rapporto tra visibile e invisibile, tra materia e spiritualità, tra gesto umano e forza naturale. Le sue creazioni evocano paesaggi interiori, memorie primitive, simboli che appartengono tanto alla dimensione personale quanto a quella collettiva. Ed è forse proprio questa capacità di rallentare lo sguardo e restituire profondità alle cose il punto d’incontro più autentico con Pineider. Perché “Crafting Eternity” non significa soltanto creare oggetti eccellenti. Significa dare forma a qualcosa che possa attraversare il tempo senza perdere significato. Con Pineider People continuiamo a raccontare storie di persone che condividono questa stessa visione: donne e uomini che scelgono la lentezza, la cura, la memoria e l’autenticità come forma contemporanea di lusso. E che, attraverso il proprio lavoro e il proprio sguardo, ci ricordano che le cose più preziose non sono quelle che passano velocemente, ma quelle che restano. Aggiungi ai preferiti
“Pineider People”: Michelle Carpente e l’arte di trasformare un invito in un ricordo eterno
27 Maggio 2026Da oltre due secoli Pineider crea strumenti pensati non soltanto per essere utilizzati, ma per attraversare il tempo insieme alle persone che li scelgono. Da questa stessa sensibilità nasce “Pineider People”, il progetto editoriale che racconta l’universo umano e valoriale che ruota attorno al brand. Un percorso fatto di incontri, testimonianze e personalità accomunate da una visione condivisa: l’amore per la scrittura, la cura artigianale, l’attenzione per i dettagli e un’idea di lusso autentico, lontano dall’eccesso e vicino invece alla bellezza delle cose create per durare. Dopo la prima puntata, il viaggio di “Pineider People” prosegue con Michelle Carpente, wedding planner che ha fatto della personalizzazione e dell’emozione il cuore del proprio lavoro. Per Michelle, entrare nel mondo Pineider significa vivere un’esperienza unica, paragonabile alla scelta dell’abito perfetto: un momento in cui estetica, sensibilità e identità si incontrano per dare forma a qualcosa di irripetibile. Nel mondo del wedding, ogni dettaglio racconta una storia. Ed è proprio attraverso la carta che questa storia prende forma per la prima volta. Un invito non è soltanto un annuncio, ma il primo gesto di accoglienza, il primo frammento dell’atmosfera che accompagnerà il grande giorno. Per questo ogni coordinato grafico nasce per essere autentico e completamente personalizzato: dai font alle finiture, dalla scelta della carta alle incisioni, fino ai dettagli più preziosi come la stampa a rilievo o l’oro a caldo. La collaborazione tra Michelle Carpente e Pineider nasce da una visione condivisa del lusso: non ostentazione, ma ricerca della qualità, del tempo dedicato alle cose fatte bene e della capacità di creare emozioni destinate a durare. Che si tratti di un matrimonio elegante, contemporaneo o fuori dagli schemi, esiste sempre un modo speciale per trasformare ogni invito in un ricordo da custodire. È qui che il payoff di Pineider, “Crafting Eternity”, trova la sua espressione più autentica. Non soltanto nella tradizione artigianale che da oltre due secoli definisce il brand, ma nella capacità di creare oggetti che accompagnano momenti irripetibili e li rendono eterni. Con “Pineider People”, Pineider continua così a dare voce a persone e storie che condividono la stessa attenzione per il tempo, per la bellezza e per il valore delle cose fatte per restare. Aggiungi ai preferiti