Parole silenziose: il ritorno radicale della scrittura al RenBen 2026
22 Aprile 2026Sempre più spesso la scrittura torna a essere gesto essenziale, intimo, ma anche radicale. È quanto accaduto l’8 aprile 2026 negli spazi storici della Chicago Athletic Association, in occasione di RenBen 2026, l’annuale gala a sostegno della Renaissance Society, concepito quest’anno dall’artista Maurizio Cattelan. Figura tra le più influenti e provocatorie dell’arte contemporanea, Cattelan ha immaginato una serata capace di sovvertire le consuetudini del linguaggio e della relazione. Il suo “Silent Party” ha trasformato due piani dell’edificio in un labirinto esperienziale, dove oltre quattrocento ospiti si sono mossi in silenzio, rinunciando alla parola parlata per riscoprire il valore della comunicazione scritta. In questo contesto sospeso, fatto di sguardi, gesti e attese, la scrittura a mano è tornata protagonista. I taccuini Pineider, scelti come unico mezzo di interazione tra gli ospiti, hanno accompagnato ogni scambio, ogni pensiero, ogni frammento di dialogo. Oggetti discreti ma centrali, hanno reso possibile un’esperienza collettiva tanto inusuale quanto profondamente umana. Scrivere, in assenza di voce, ha assunto un ritmo diverso: più lento, più consapevole. Ogni parola tracciata sulla carta portava con sé il peso del tempo e l’intenzionalità del gesto. In un’epoca dominata dall’immediatezza digitale, il ritorno alla carta ha creato uno spazio di riflessione e autenticità, trasformando la comunicazione in un atto tangibile, quasi meditativo. RenBen rappresenta da sempre un momento cruciale per la Renaissance Society, contribuendo in modo significativo al sostegno delle sue attività: nuove commissioni artistiche, ricerca curatoriale, pubblicazioni. Inserito nel contesto di EXPO ART WEEK, l’evento riafferma il ruolo dell’arte come motore di dialogo culturale e sperimentazione. Per Pineider, partecipare a questa edizione ha significato entrare in risonanza con una visione che mette al centro il valore del segno scritto. I taccuini non sono stati semplici strumenti, ma veri e propri custodi di un’esperienza: pagine attraversate da pensieri fugaci, messaggi silenziosi, connessioni inaspettate. In un labirinto di stanze trasformate, tra luci soffuse e presenze in movimento, si è delineata una narrazione corale, fatta di appunti, dediche, intuizioni. Una memoria condivisa, destinata a rimanere impressa non solo nei ricordi dei partecipanti, ma anche nelle pagine che hanno raccolto ogni traccia di quella sera. Aggiungi ai preferiti
Pineider alla Luiss: quando un francobollo diventa racconto
16 Aprile 2026Alla Luiss Guido Carli di Roma, una mostra sorprendente trasforma uno degli oggetti più piccoli della comunicazione in una potente narrazione identitaria. “Il Made in Italy in formato francobollo”, realizzata in collaborazione con Poste Italiane, celebra l’eccellenza della cultura, dell’industria e della creatività italiana attraverso il linguaggio evocativo della filatelia. Ben oltre il collezionismo, il francobollo è da sempre un custode di memoria collettiva: un oggetto capace di viaggiare oltre i confini portando con sé l’essenza di un Paese. La mostra ne raccoglie il significato più profondo, proponendo un percorso che racconta le storie che hanno costruito la reputazione dell’Italia nel mondo. In questo racconto, Pineider si inserisce accanto a una selezione autorevole di protagonisti: dalle icone del design e dell’innovazione come Bialetti e Ducati, ai simboli culturali come i Bronzi di Riace, fino ai grandi nomi dell’eccellenza italiana globale come Gucci e Ferrero. Ciascuno dei sedici pannelli espositivi mette in dialogo un’emissione filatelica ingrandita con un oggetto rappresentativo, creando un ponte tra immagine e cultura materiale. In questo contesto, la presenza di Pineider assume un significato particolarmente profondo. Fondata a Firenze nel 1774, la maison ha sempre incarnato l’arte della scrittura come gesto personale e atto culturale, trasformando la carta in uno spazio di espressione, memoria e stile. Il francobollo dedicato a Pineider diventa così più di un tributo: è il simbolo di una continuità tra tradizione e contemporaneità, tra l’intimità della parola scritta a mano e il suo valore duraturo in un mondo sempre più digitale. Aperta al pubblico in due weekend di aprile, la mostra invita studenti, visitatori e appassionati a riscoprire il valore delle piccole cose – quelle che, come un foglio di carta pregiata o una lettera scritta a mano, custodiscono un senso di permanenza. In un tempo segnato dalla velocità e dall’effimero, la presenza di Pineider in questo percorso filatelico riafferma una verità fondamentale: il vero lusso risiede non solo in ciò che dura, ma in ciò che continua a essere scritto, condiviso e ricordato. Aggiungi ai preferiti
Personal Branding & Netiquette
1 Aprile 2026Ci sono cadute di stile, nel panorama digitale, così endemiche da essere scambiate per la nuova normalità.. Un’email orfana di oggetto, un messaggio vocale si dilunga senza giungere al punto, una videocall dove la telecamera resta pudicamente off: sono peccati veniali che si consumano ogni giorno. Sembrano innocui, eppure no, non lo sono. Sono piccole gocce che, una dopo l’altra, scavano una vera e propria fossa alla percezione di professionalità. La tentazione di liquidare queste minuzie come dettagli senza importanza è forte. Ma siamo onesti: la presenza professionale di chiunque, oggi, non si gioca più attorno a tavoli di mogano, ma passa in larga parte attraverso schermi e device. E nulla rafforza sottolinea la professionalità quanto una presenza digitale calibrata, intenzionale e curata. Da questa consapevolezza nasce la Digital Etiquette Masterclass dell’11 aprile, che si terrà nella boutique Pineider di Milano: un workshop realizzato in collaborazione con Italian Etiquette Society e condotto da Elisa Motterle che è pensato per offrire strumenti concreti a chi desidera presentarsi con maggiore precisione, coerenza ed eleganza anche nel mondo online. Email, messaggi istantanei, social media, videocall sono strumenti di lavoro (e non solo!) che utilizziamo ogni giorno, spesso senza interrogarci sul loro impatto. Ma è proprio lì che si generano molte delle frizioni più comuni: messaggi che non ricevono risposta, comunicazioni imprecise, fraintendimenti, piccole disattenzioni che un po’ alla volta, senza che ne accorgiamo, intaccano la percezione della nostra professionalità Durante il workshop si lavora su casi reali, nei quali tutti ci siamo trovati, prima o poi. La email che non ricevono risposta… Forse perché sono poco chiare, o non hanno una deadline chiara. Il gruppo WhatsApp nato con un obiettivo preciso che rapidamente deraglia in un’altra direzione. La videocall presa alla leggera, che rischia trasmettere distrazione o scarsa attenzione. Il commento lasciato su un social media, che mostra a colleghi, fornitori o al titolare un aspetto di noi che forse non volevamo mostrare. Vedremo come ogni canale ha un proprio codice, capiremo come Internet, oltre a essere una grande risorsa, crea – che ci piaccia o no – una nostra identità digitale che racconta molto di noi, e come ogni traccia che lasciamo online contribuisce a costruire l’immagine che clienti, fornitori e datori di lavoro si fanno di noi. Per chiunque avverta che la propria identità digitale somigli più a un abito preso in fretta che a un tailleur su misura, o per chi è stanco di lasciare al caso la propria narrazione online, questo workshop è l’appuntamento mondano da non mancare. Perché la Netiquette, in fondo, non è solo bon ton digitale, ma una preziosa quanto sottile forma di comunicazione strategica. Aggiungi ai preferiti
Pineider a Casa Cipriani: l’eleganza della scrittura incontra l’ospitalità d’eccellenza
30 Marzo 2026Ci sono collaborazioni che nascono da un’affinità naturale. È il caso dell’incontro tra Pineider e Casa Cipriani: due realtà che condividono la stessa visione dell’eleganza, dell’attenzione ai dettagli e di un’ospitalità che mette al centro l’esperienza delle persone. Negli ultimi mesi, questa collaborazione ha preso forma in diverse città del mondo, portando la cultura della scrittura all’interno di luoghi iconici dell’ospitalità internazionale. A Casa Cipriani Milano, i notebook Pineider realizzati in co-branding sono diventati una presenza apprezzata nello shop della casa, riscuotendo un ottimo successo sia tra gli ospiti dell’hotel, aperto anche ai non soci , sia tra i members del club. Un oggetto che racchiude l’essenza di entrambe le realtà: discreto, elegante, pensato per accompagnare momenti di riflessione e creatività. A Casa Cipriani New York, i notebook Pineider trovano invece spazio come gift dedicati ai clienti VIP, soci e ospiti delle camere con vista spettacolare, diventando un gesto di attenzione e cura verso gli ospiti più affezionati. Due nomi italiani che, nel mondo, parlano la stessa lingua: quella del bello senza fretta. Aggiungi ai preferiti
Pineider arriva a Coin Tirana
C’è un momento preciso in cui un brand smette di essere semplicemente presente e diventa parte di un racconto più grande. Per Pineider, quel momento si è compiuto a Tirana, nell’ambito di un evento esclusivo organizzato da Coin Tirana per celebrare l’arrivo ufficiale del marchio fiorentino in Albania. Fondato a Firenze nel 1774, Pineider è da sempre sinonimo di un’eleganza che non invecchia: strumenti da scrittura e accessori in pelle lavorati con la stessa cura artigianale che ha attraversato secoli di storia italiana. Un’eredità che non si racconta, si tocca, si sente sotto le dita, si porta con sé. “Ogni oggetto Pineider diventa un’espressione unica della propria identità — il processo di personalizzazione non è un dettaglio, è il cuore stesso del marchio.” L’evento ha offerto agli ospiti — partner, influencer e clienti selezionati — la possibilità di avvicinarsi al mondo Pineider in modo diretto e autentico. Al centro dell’esperienza, il processo di personalizzazione dei prodotti: quella pratica che trasforma ogni pezzo in qualcosa di irripetibile, capace di portare l’impronta di chi lo sceglie. Per Coin Tirana, l’ingresso di Pineider nel proprio portfolio rappresenta un passo significativo: portare nel contesto del retail moderno un brand che incarna storia, prestigio e quella discreta raffinatezza che oggi si chiama quiet luxury. Una presenza che arricchisce l’offerta rivolta a una clientela sempre più attenta alla qualità, al dettaglio e alla tradizione. Pineider è oggi disponibile presso Coin Tirana, piano 0, con una selezione curata dei prodotti iconici del marchio. Un invito a scoprire — o riscoprire — l’arte di scegliere oggetti che durano nel tempo. Aggiungi ai preferiti
Pineider incontra i talenti di domani: una lezione di lusso consapevole alla European School of Economics
10 Marzo 2026Nel mondo del lusso contemporaneo, il dialogo con le nuove generazioni rappresenta una delle sfide più stimolanti e necessarie. È proprio con questo spirito che Pineider ha recentemente preso parte a un progetto formativo presso la European School of Economics di Firenze, offrendo agli studenti un’occasione concreta per entrare in contatto con le dinamiche reali di un brand storico del Made in Italy. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del corso E-Commerce & E-Business, guidato dal professor Andrea Secci, e ha coinvolto gli studenti in un esercizio pratico di analisi del posizionamento digitale e delle strategie di comunicazione del marchio. Un’attività che ha permesso di osservare da vicino come una maison con oltre due secoli di storia continui a interpretare il proprio patrimonio culturale in chiave contemporanea. A guidare il progetto, portando in aula l’esperienza diretta dell’azienda, sono state Luna Ebtehal Badawi, Marketing & Communication Manager di Pineider, e Thea Andreaggi, Visual Communication Designer & Art Director. Attraverso dati, casi reali e riflessioni operative, le studentesse e gli studenti hanno potuto confrontarsi con le scelte strategiche che definiscono oggi l’identità digitale del brand. Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato l’intervento di Nicola Andreatta, General Manager di Pineider, che ha condiviso con la classe la visione del marchio e alcune riflessioni sul significato contemporaneo del lusso. Forte di una lunga esperienza internazionale nel settore, Andreatta ha raccontato come Pineider interpreti oggi il concetto di quiet luxury: un lusso discreto, autentico, fondato sulla qualità dei materiali, sulla maestria artigianale e su un rapporto profondo con il tempo. In questa prospettiva, la tradizione non rappresenta un elemento statico, ma una risorsa viva, capace di dialogare con nuovi linguaggi e nuove generazioni. «Il vero lusso», ha sottolineato Andreatta, «non è solo ciò che si possiede, ma ciò che resiste nel tempo: un oggetto pensato per accompagnare la vita di chi lo usa, custodendo storie, gesti e memoria». L’incontro si è poi concluso con un’esperienza immersiva nel mondo Pineider. Gli studenti hanno visitato la boutique fiorentina del brand, entrando in contatto diretto con la sua tradizione artigianale e con l’universo della carta pregiata e della pelletteria. A rendere ancora più speciale la giornata è stato il laboratorio di calligrafia guidato dalla calligrafa e paleografa Caterina Scardillo. Attraverso il gesto della scrittura a mano — lento, preciso, consapevole — gli studenti hanno potuto riscoprire il valore di una pratica che da sempre rappresenta il cuore dell’identità Pineider. L’esperienza alla European School of Economics testimonia l’impegno del brand nel costruire un ponte tra tradizione e futuro. Condividere il proprio sapere con le nuove generazioni significa infatti contribuire a formare una cultura del lusso più consapevole, capace di riconoscere il valore della qualità, dell’artigianalità e della bellezza duratura. Aggiungi ai preferiti
L’Anno del Cavallo prende forma: Junk Journalism e Capodanno Cinese nella boutique di Milano
23 Febbraio 2026Sabato scorso, la boutique milanese di Pineider si è trasformata in qualcosa di inaspettato: non più solo uno spazio dedicato alla carta e alla scrittura, ma un vero e proprio laboratorio creativo, animato da ritagli, collage e visioni che prendevano forma tra le mani dei partecipanti. L’occasione era speciale: il Capodanno Cinese e l’inizio dell’Anno del Cavallo, celebrato insieme all’artista Yansu Wang attraverso un workshop di Junk Journalism che ha portato in boutique una nuova idea di artigianalità. Il Junk Journalism incontra la carta Pineider Il Junk Journalism è una pratica creativa che trasforma materiali di recupero, ritagli di carta, immagini, frammenti, in narrazioni visive stratificate. Un linguaggio fatto di gesti semplici e risultati sorprendenti, in cui ogni pagina diventa un racconto personale e irripetibile. Per un pomeriggio, i quaderni Pineider hanno smesso di essere dei supporti per la scrittura e si sono trasformati in spazi tridimensionali di sperimentazione. Tra stratificazioni, costruzioni pop-up e collage, il cavallo : simbolo millenario di energia, libertà e movimento ha preso vita nelle mani di chi ha partecipato, diventando metafora visiva di slancio creativo e di nuovi inizi. Non è casuale la scelta del quaderno Pineider come protagonista dell’evento. La qualità della carta, frutto di una tradizione manifatturiera che affonda le radici nel 1774, non è solo una questione estetica: è la base materiale che rende possibile ogni forma di espressione. Una carta che accoglie l’inchiostro, ma anche il collage, la sovrapposizione, il gesto manuale. Una carta che sa farsi tela. Yansu Wang: arte come guida e dono A condurre il workshop è stata Yansu Wang, artista la cui sensibilità si muove naturalmente tra culture e linguaggi visivi diversi. La sua presenza ha dato alla giornata una direzione precisa: non un corso da seguire in modo passivo, ma un invito a esplorare, a sbagliare, a costruire qualcosa di autentico. Ogni partecipante ha portato a casa un pezzo unico: fatto di carta, intuizione e di un pomeriggio trascorso a giocare con le mani e la creatività. Artigianalità e cultura: un intreccio naturale Il Capodanno Cinese, con la sua carica simbolica di rinnovamento e trasformazione, ha offerto la cornice perfetta: un inizio d’anno celebrato non con un brindisi, ma con un collage. Non con le parole, ma con le mani. Grazie a Yansu Wang per aver guidato il workshop con visione e generosità, e a tutte le persone che hanno scelto di condividere con noi questo inizio d’anno. Continuate a seguirci: altri appuntamenti in boutique soL’Anno del Cavallo prende forma: Junk Journalism e Capodanno Cinese nella boutique di Milano Sabato scorso, la boutique milanese di Pineider si è trasformata in qualcosa di inaspettato: non più solo uno spazio dedicato alla carta e alla scrittura, ma un vero e proprio laboratorio creativo, animato da ritagli, collage e visioni che prendevano forma tra le mani dei partecipanti. L’occasione era speciale: il Capodanno Cinese e l’inizio dell’Anno del Cavallo, celebrato insieme all’artista Yansu Wang attraverso un workshop di Junk Journalism che ha portato in boutique una nuova idea di artigianalità. Calendario dei workshop di Yansu a Milano Aggiungi ai preferiti
“Not This Year”: il valore di fermarsi, tra scrittura e stile
22 Gennaio 2026Ci sono stagioni in cui il gesto più radicale non è accelerare, ma rallentare. In cui il progresso non coincide con il movimento, ma con la capacità di fermarsi e scegliere. “Not This Year” nasce da questa intuizione: non come rifiuto del futuro, ma come atto di consapevolezza. Una pausa che non interrompe il tempo, ma lo riorienta. È da qui che prende forma la collaborazione tra Pineider 1774 e ASPESI, due realtà italiane apparentemente distanti, ma profondamente affini. Entrambe condividono una visione chiara: il tempo non è una risorsa da consumare, ma uno spazio da abitare. La qualità non è un dettaglio, ma una responsabilità. La durata non è una promessa, ma un fatto. ASPESI ha costruito negli anni un linguaggio essenziale, funzionale, lontano dall’isteria delle mode. Un’estetica silenziosa che trova forza nella sottrazione, nella coerenza, nella fedeltà a se stessa. Pineider 1774, storica maison fiorentina, custodisce da oltre due secoli l’arte della scrittura, della carta e della pelletteria, trasformando il gesto lento dello scrivere in un valore culturale. In entrambi i casi, lo stile non è mai decorazione, ma scelta. La capsule “Not This Year” nasce dall’incontro di queste due visioni. Non un’operazione di branding, ma una riflessione condivisa sul tempo come atto deliberato, non come scadenza. Un invito a sottrarsi all’urgenza costante, per restituire senso ai gesti quotidiani. Questa filosofia prende forma in una selezione di capi e accessori essenziali, misurati, volutamente privi di clamore. Oggetti pensati per accompagnare, non per imporsi. Ma il cuore intimo e narrativo della capsule è l’agenda Pineider 1774 x ASPESI. Con la scritta “NOT THIS YEAR” impressa in copertina, l’agenda è concepita come perpetua, utilizzabile in qualsiasi momento, in qualsiasi anno. Non detta un ritmo, non impone obiettivi. All’interno, un inserto iniziale con il calendario completo dell’anno e una serie di pagine scandite da frasi non motivazionali: non suggeriscono cosa fare, ma lasciano spazio a chi scrive. Un oggetto che accompagna, anziché guidare. Che invita a scegliere cosa merita davvero di essere annotato. In un’epoca ossessionata dalla produttività, l’agenda diventa così un manifesto silenzioso. Scrivere non per riempire, ma per chiarire. Segnare non per controllare, ma per dare peso al tempo. Disponibile nel flagship store di Milano e su aspesi.it, la capsule “Not This Year” traduce visivamente e materialmente questa attitudine. Aggiungi ai preferiti
Lavorare meglio
1 Gennaio 2026C’è ancora chi pensa che la business etiquette sia una versione educata del “comportati bene in ufficio”. Spoiler: non lo è. La business etiquette è una competenza operativa, qualcosa che serve davvero a lavorare meglio, in maniera più efficace e con meno fatica; non a fare scena. Nel mondo del lavoro contemporaneo i problemi raramente nascono da una mancanza di competenze tecniche. Più spesso, si originano dalla poca chiarezza relazionale. Qualche esempio? Email scritte senza una struttura definita, confini poco chiari, ruoli che si confondono, confidenza che arriva prima della fiducia. È in questi punti che il lavoro rallenta, si irrigidisce, si complica inutilmente. La business etiquette interviene qui, non per aggiungere formalismi inutili, ma con lo scopo di ridurre l’attrito. È da questa idea concreta e che nasce il workshop di Business Etiquette organizzato da Pineider, in collaborazione con Italian Etiquette Society, in programma sabato 17 gennaio, e condotto da Elisa Motterle, fondatrice di Italian Etiquette Society. Business etiquette: a cosa serve davvero La business etiquette non serve a essere più gentili: serve a essere più chiari. Serve a scrivere email che vengano lette nel modo giusto. A fare richieste senza creare resistenze, a dire di no senza giustificarsi troppo. Serve a mantenere una relazione professionale dentro ai suoi perimetri naturali, anche quando il clima diventa informale. In altre parole, la business etiquette è una grammatica condivisa che rende il lavoro più leggibile e meno faticoso. Storicamente, non a caso, la business etiquette si afferma quando il lavoro diventa più complesso, meno gerarchico e più interdipendente. Quando il famoso “tanto tra di noi ci si capisce” non basta più, e il modo in cui si comunica diventa decisivo quanto ciò che si fa. Il workshop del 17 gennaio Il workshop ospitato da Pineider è pensato per chi lavora con le persone e sa che spesso il problema non è cosa si dice, ma come lo si dice (e anche cosa si lascia intendere senza volerlo). Si lavora su casi reali: email inefficaci, gestione di clienti difficili, confini professionali da ristabilire, relazioni professionali che rischiano di scivolare su un piano sbagliato… Niente teoria vuota, ma tanti strumenti concreti, da usare subito nella vita vera, ogni giorno. Pineider da sempre lavora sulla precisione del gesto, sulla responsabilità della forma, sull’idea che ciò che facciamo — e come lo facciamo — lasci una traccia. Aggiungi ai preferiti
Oltre l’abito: il valore della forma nei contesti che contano
23 Dicembre 2025La domanda è antica: l’abito fa il monaco? No. Eppure, nei contesti professionali o formali ciò che indossiamo incide sulla percezione immediata. Non per superficialità, ma perché il dress code è uno dei modi più rapidi con cui si decodifica un ambiente. La collaborazione tra Pineider e Italian Etiquette Society nasce da questa evidenza: la forma, in ogni sua declinazione, è un gesto di chiarezza. Pineider lo esprime da sempre attraverso carta, pelle e accessori pensati per accompagnare il lavoro e lo stile quotidiano. Riflettere sul dress code significa estendere lo stesso principio alla presenza personale. Il workshop guidato da Elisa Motterle ha affrontato questo tema con un piglio pratico e contemporaneo. Non un insieme di regole, ma un metodo per leggere i codici — dichiarati e impliciti — e imparare a interpretarli, senza mai smentire la propria individualità. Le incertezze più frequenti riguardano situazioni comuni: colloqui, riunioni importanti, eventi di networking, cene istituzionali. Occasioni in cui ogni dettaglio pesa. I dress code principali — dal business formal alle versioni più attuali del business casual — sono stati analizzati attraverso variabili decisive: struttura dei capi, pulizia delle linee, palette cromatiche, materiali. L’obiettivo non è aspirare alla perfezione, ma costruire consapevolezza: evitare errori che indeboliscono l’autorevolezza e valorizzare la propria presenza con scelte misurate. Il dress code, se compreso con intelligenza, diventa uno strumento di sicurezza: permette di entrare in un ambiente con maggiore equilibrio e tranquillità. Nella cornice Pineider, questo principio è apparso evidente: la forma non sostituisce la sostanza, ma la valorizza. Il workshop del 22 novembre è stato un momento pensato per offrire strumenti concreti e immediatamente applicabili, utili a presentarsi con chiarezza e coerenza nelle situazioni che contano. Una competenza semplice, ma capace di fare la differenza. Aggiungi ai preferiti