Pineider magazine

La cura nei dettagli può trasformare il posto di lavoro in un “Regno delle idee” dove coltivare il proprio potenziale creativo. Bastano pochi accessori, ma giusti. Come quelli che Pineider ha creato per rendere l’ufficio un luogo unico.

A settembre non rimpiangerai l’ombrellone: sembra una di quelle sfide ironiche che impazzano sui social network, ma dell’impresa titanica ha ben poco. Quel poco che basta a nutrire la concentrazione ritrovata durante il riposo estivo con il cibo preferito da mente e anima: le idee. «Negli ultimi tre anni», spiega Jonathan Paoli, retail manager di Pineider, «con l’imporsi dello smartworking gli uffici sono diventati sempre di più un regno non tanto fisico, quanto ideale, cioè fatto per dare vita e spazio alle idee. Mai come ora il posto di lavoro è l’ambito in cui vivere bene la propria quotidianità, soprattutto a livello mentale. Un luogo che devi sentire veramente tuo, uno spazio fisico dove partorire le tue idee migliori perché parla di te». I prodotti Pineider per l’ufficio nascono per questo, perché «pur essendo estremamente funzionali, in quanto destinati a professionisti alle prese con le pratiche quotidiane, hanno anche un elemento estetico che li distingue dai soliti accessori, lo stesso marchio di fabbrica delle nostre collezioni più lifestyle. E soprattutto possono essere personalizzati».

Tra i must-have per l’ufficio pensati da Pineider non può mancare l’agenda in pelle pregiata, per organizzare le giornate con stile, ma anche l’organizer portadocumenti personalizzato, dotato di scomparti per carte, appunti e penne, oppure il quaderno artistico, per lasciare che dare spazio alla creatività riscoprendo il fascino del foglio bianco, e le immancabili penne da scrivania. «Non dimentichiamo mai», aggiunge Jonathan, «che spesso il lavoro comincia già nel tragitto da casa. Per questo vengono così apprezzate dai nostri clienti le briefcase e gli zaini Pineider, prodotti a mano con l’utilizzo di pregiate pelli toscane. Sono al tempo stesso funzionali e anche belle da esibire. È in questo binomio che sta il segreto di Pineider».

 

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