Personal Branding & Netiquette

1 Aprile 2026

Ci sono cadute di stile, nel panorama digitale, così endemiche da essere scambiate per la nuova normalità.. Un’email orfana di oggetto, un messaggio vocale si dilunga senza giungere al punto, una videocall dove la telecamera resta pudicamente off: sono peccati veniali che si consumano ogni giorno. Sembrano innocui, eppure no, non lo sono. Sono piccole gocce che, una dopo l’altra, scavano una vera e propria fossa alla percezione di professionalità. La tentazione di liquidare queste minuzie come dettagli senza importanza è forte. Ma siamo onesti: la presenza professionale di chiunque, oggi, non si gioca più attorno a tavoli di mogano, ma passa in larga parte attraverso schermi e device. E nulla rafforza sottolinea la professionalità quanto una presenza digitale calibrata, intenzionale e curata. Da questa consapevolezza nasce la Digital Etiquette Masterclass dell’11 aprile, che si terrà nella boutique Pineider di Milano: un workshop realizzato in collaborazione con Italian Etiquette Society e condotto da Elisa Motterle che è pensato per offrire strumenti concreti a chi desidera presentarsi con maggiore precisione, coerenza ed eleganza anche nel mondo online. Email, messaggi istantanei, social media, videocall sono strumenti di lavoro (e non solo!) che utilizziamo ogni giorno, spesso senza interrogarci sul loro impatto. Ma è proprio lì che si generano molte delle frizioni più comuni: messaggi che non ricevono risposta, comunicazioni imprecise, fraintendimenti, piccole disattenzioni che un po’ alla volta, senza che ne accorgiamo, intaccano la percezione della nostra professionalità Durante il workshop si lavora su casi reali, nei quali tutti ci siamo trovati, prima o poi. La email che non ricevono risposta… Forse perché sono poco chiare, o non hanno una deadline chiara. Il gruppo WhatsApp nato con un obiettivo preciso che rapidamente deraglia  in un’altra direzione. La videocall presa alla leggera, che rischia trasmettere distrazione o scarsa attenzione. Il commento lasciato su un social media, che mostra a colleghi, fornitori o al titolare un aspetto di noi che forse non volevamo mostrare. Vedremo come ogni canale ha un proprio codice, capiremo come Internet, oltre a essere una grande risorsa, crea – che ci piaccia o no –  una nostra identità digitale che racconta molto di noi, e come ogni traccia che lasciamo online contribuisce a costruire l’immagine che clienti, fornitori e datori di lavoro si fanno di noi. Per chiunque avverta che la propria identità digitale somigli più a un abito preso in fretta che a un tailleur su misura, o per chi è stanco di lasciare al caso la propria narrazione online, questo workshop è l’appuntamento mondano da non mancare. Perché la Netiquette, in fondo, non è solo bon ton digitale, ma una preziosa quanto sottile forma di comunicazione strategica.   Aggiungi ai preferiti

Pineider a Casa Cipriani: l’eleganza della scrittura incontra l’ospitalità d’eccellenza

30 Marzo 2026

Ci sono collaborazioni che nascono da un’affinità naturale. È il caso dell’incontro tra Pineider e Casa Cipriani: due realtà che condividono la stessa visione dell’eleganza, dell’attenzione ai dettagli e di un’ospitalità che mette al centro l’esperienza delle persone. Negli ultimi mesi, questa collaborazione ha preso forma in diverse città del mondo, portando la cultura della scrittura all’interno di luoghi iconici dell’ospitalità internazionale. A Casa Cipriani Milano, i notebook Pineider realizzati in co-branding sono diventati una presenza apprezzata nello shop della casa, riscuotendo un ottimo successo sia tra gli ospiti dell’hotel, aperto anche ai non soci , sia tra i members del club. Un oggetto che racchiude l’essenza di entrambe le realtà: discreto, elegante, pensato per accompagnare momenti di riflessione e creatività. A Casa Cipriani New York, i notebook Pineider trovano invece spazio come gift dedicati ai clienti VIP, soci e ospiti delle camere con vista spettacolare, diventando un gesto di attenzione e cura verso gli ospiti più affezionati. Due nomi italiani che, nel mondo, parlano la stessa lingua: quella del bello senza fretta. Aggiungi ai preferiti

Pineider arriva a Coin Tirana

C’è un momento preciso in cui un brand smette di essere semplicemente presente e diventa parte di un racconto più grande. Per Pineider, quel momento si è compiuto a Tirana, nell’ambito di un evento esclusivo organizzato da Coin Tirana per celebrare l’arrivo ufficiale del marchio fiorentino in Albania. Fondato a Firenze nel 1774, Pineider è da sempre sinonimo di un’eleganza che non invecchia: strumenti da scrittura e accessori in pelle lavorati con la stessa cura artigianale che ha attraversato secoli di storia italiana. Un’eredità che non si racconta, si tocca, si sente sotto le dita, si porta con sé. “Ogni oggetto Pineider diventa un’espressione unica della propria identità — il processo di personalizzazione non è un dettaglio, è il cuore stesso del marchio.” L’evento ha offerto agli ospiti — partner, influencer e clienti selezionati — la possibilità di avvicinarsi al mondo Pineider in modo diretto e autentico. Al centro dell’esperienza, il processo di personalizzazione dei prodotti: quella pratica che trasforma ogni pezzo in qualcosa di irripetibile, capace di portare l’impronta di chi lo sceglie. Per Coin Tirana, l’ingresso di Pineider nel proprio portfolio rappresenta un passo significativo: portare nel contesto del retail moderno un brand che incarna storia, prestigio e quella discreta raffinatezza che oggi si chiama quiet luxury. Una presenza che arricchisce l’offerta rivolta a una clientela sempre più attenta alla qualità, al dettaglio e alla tradizione. Pineider è oggi disponibile presso Coin Tirana, piano 0, con una selezione curata dei prodotti iconici del marchio. Un invito a scoprire — o riscoprire — l’arte di scegliere oggetti che durano nel tempo. Aggiungi ai preferiti

Pineider incontra i talenti di domani: una lezione di lusso consapevole alla European School of Economics

10 Marzo 2026

Nel mondo del lusso contemporaneo, il dialogo con le nuove generazioni rappresenta una delle sfide più stimolanti e necessarie. È proprio con questo spirito che Pineider ha recentemente preso parte a un progetto formativo presso la European School of Economics di Firenze, offrendo agli studenti un’occasione concreta per entrare in contatto con le dinamiche reali di un brand storico del Made in Italy. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del corso E-Commerce & E-Business, guidato dal professor Andrea Secci, e ha coinvolto gli studenti in un esercizio pratico di analisi del posizionamento digitale e delle strategie di comunicazione del marchio. Un’attività che ha permesso di osservare da vicino come una maison con oltre due secoli di storia continui a interpretare il proprio patrimonio culturale in chiave contemporanea. A guidare il progetto, portando in aula l’esperienza diretta dell’azienda, sono state Luna Ebtehal Badawi, Marketing & Communication Manager di Pineider, e Thea Andreaggi, Visual Communication Designer & Art Director. Attraverso dati, casi reali e riflessioni operative, le studentesse e gli studenti hanno potuto confrontarsi con le scelte strategiche che definiscono oggi l’identità digitale del brand. Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato l’intervento di Nicola Andreatta, General Manager di Pineider, che ha condiviso con la classe la visione del marchio e alcune riflessioni sul significato contemporaneo del lusso. Forte di una lunga esperienza internazionale nel settore, Andreatta ha raccontato come Pineider interpreti oggi il concetto di quiet luxury: un lusso discreto, autentico, fondato sulla qualità dei materiali, sulla maestria artigianale e su un rapporto profondo con il tempo. In questa prospettiva, la tradizione non rappresenta un elemento statico, ma una risorsa viva, capace di dialogare con nuovi linguaggi e nuove generazioni. «Il vero lusso», ha sottolineato Andreatta, «non è solo ciò che si possiede, ma ciò che resiste nel tempo: un oggetto pensato per accompagnare la vita di chi lo usa, custodendo storie, gesti e memoria». L’incontro si è poi concluso con un’esperienza immersiva nel mondo Pineider. Gli studenti hanno visitato la boutique fiorentina del brand, entrando in contatto diretto con la sua tradizione artigianale e con l’universo della carta pregiata e della pelletteria. A rendere ancora più speciale la giornata è stato il laboratorio di calligrafia guidato dalla calligrafa e paleografa Caterina Scardillo. Attraverso il gesto della scrittura a mano — lento, preciso, consapevole — gli studenti hanno potuto riscoprire il valore di una pratica che da sempre rappresenta il cuore dell’identità Pineider. L’esperienza alla European School of Economics testimonia l’impegno del brand nel costruire un ponte tra tradizione e futuro. Condividere il proprio sapere con le nuove generazioni significa infatti contribuire a formare una cultura del lusso più consapevole, capace di riconoscere il valore della qualità, dell’artigianalità e della bellezza duratura. Aggiungi ai preferiti

L’Anno del Cavallo prende forma: Junk Journalism e Capodanno Cinese nella boutique di Milano

23 Febbraio 2026

Sabato scorso, la boutique milanese di Pineider si è trasformata in qualcosa di inaspettato: non più solo uno spazio dedicato alla carta e alla scrittura, ma un vero e proprio laboratorio creativo, animato da ritagli, collage e visioni che prendevano forma tra le mani dei partecipanti. L’occasione era speciale: il Capodanno Cinese e l’inizio dell’Anno del Cavallo, celebrato insieme all’artista Yansu Wang attraverso un workshop di Junk Journalism che ha portato in boutique una nuova idea di artigianalità. Il Junk Journalism incontra la carta Pineider Il Junk Journalism è una pratica creativa che trasforma materiali di recupero, ritagli di carta, immagini, frammenti,  in narrazioni visive stratificate. Un linguaggio fatto di gesti semplici e risultati sorprendenti, in cui ogni pagina diventa un racconto personale e irripetibile. Per un pomeriggio, i quaderni Pineider hanno smesso di essere dei supporti per la scrittura e si sono trasformati in spazi tridimensionali di sperimentazione. Tra stratificazioni, costruzioni pop-up e collage, il cavallo : simbolo millenario di energia, libertà e movimento ha preso vita nelle mani di chi ha partecipato, diventando metafora visiva di slancio creativo e di nuovi inizi. Non è casuale la scelta del quaderno Pineider come protagonista dell’evento. La qualità della carta, frutto di una tradizione manifatturiera che affonda le radici nel 1774, non è solo una questione estetica: è la base materiale che rende possibile ogni forma di espressione. Una carta che accoglie l’inchiostro, ma anche il collage, la sovrapposizione, il gesto manuale. Una carta che sa farsi tela. Yansu Wang: arte come guida e dono A condurre il workshop è stata Yansu Wang, artista la cui sensibilità si muove naturalmente tra culture e linguaggi visivi diversi. La sua presenza ha dato alla giornata una direzione precisa: non un corso da seguire in modo passivo, ma un invito a esplorare, a sbagliare, a costruire qualcosa di autentico. Ogni partecipante ha portato a casa un pezzo unico: fatto di carta, intuizione e di un pomeriggio trascorso a giocare con le mani e la creatività. Artigianalità e cultura: un intreccio naturale Il Capodanno Cinese, con la sua carica simbolica di rinnovamento e trasformazione, ha offerto la cornice perfetta: un inizio d’anno celebrato non con un brindisi, ma con un collage. Non con le parole, ma con le mani. Grazie a Yansu Wang per aver guidato il workshop con visione e generosità, e a tutte le persone che hanno scelto di condividere con noi questo inizio d’anno. Continuate a seguirci: altri appuntamenti in boutique soL’Anno del Cavallo prende forma: Junk Journalism e Capodanno Cinese nella boutique di Milano Sabato scorso, la boutique milanese di Pineider si è trasformata in qualcosa di inaspettato: non più solo uno spazio dedicato alla carta e alla scrittura, ma un vero e proprio laboratorio creativo, animato da ritagli, collage e visioni che prendevano forma tra le mani dei partecipanti. L’occasione era speciale: il Capodanno Cinese e l’inizio dell’Anno del Cavallo, celebrato insieme all’artista Yansu Wang attraverso un workshop di Junk Journalism che ha portato in boutique una nuova idea di artigianalità. Calendario dei workshop di Yansu a Milano Aggiungi ai preferiti

“Not This Year”: il valore di fermarsi, tra scrittura e stile

22 Gennaio 2026

Ci sono stagioni in cui il gesto più radicale non è accelerare, ma rallentare. In cui il progresso non coincide con il movimento, ma con la capacità di fermarsi e scegliere. “Not This Year” nasce da questa intuizione: non come rifiuto del futuro, ma come atto di consapevolezza. Una pausa che non interrompe il tempo, ma lo riorienta. È da qui che prende forma la collaborazione tra Pineider 1774 e ASPESI, due realtà italiane apparentemente distanti, ma profondamente affini. Entrambe condividono una visione chiara: il tempo non è una risorsa da consumare, ma uno spazio da abitare. La qualità non è un dettaglio, ma una responsabilità. La durata non è una promessa, ma un fatto. ASPESI ha costruito negli anni un linguaggio essenziale, funzionale, lontano dall’isteria delle mode. Un’estetica silenziosa che trova forza nella sottrazione, nella coerenza, nella fedeltà a se stessa. Pineider 1774, storica maison fiorentina, custodisce da oltre due secoli l’arte della scrittura, della carta e della pelletteria, trasformando il gesto lento dello scrivere in un valore culturale. In entrambi i casi, lo stile non è mai decorazione, ma scelta. La capsule “Not This Year” nasce dall’incontro di queste due visioni. Non un’operazione di branding, ma una riflessione condivisa sul tempo come atto deliberato, non come scadenza. Un invito a sottrarsi all’urgenza costante, per restituire senso ai gesti quotidiani. Questa filosofia prende forma in una selezione di capi e accessori essenziali, misurati, volutamente privi di clamore. Oggetti pensati per accompagnare, non per imporsi. Ma il cuore intimo e narrativo della capsule è l’agenda Pineider 1774 x ASPESI. Con la scritta “NOT THIS YEAR” impressa in copertina, l’agenda è concepita come perpetua, utilizzabile in qualsiasi momento, in qualsiasi anno. Non detta un ritmo, non impone obiettivi. All’interno, un inserto iniziale con il calendario completo dell’anno e una serie di pagine scandite da frasi non motivazionali: non suggeriscono cosa fare, ma lasciano spazio a chi scrive. Un oggetto che accompagna, anziché guidare. Che invita a scegliere cosa merita davvero di essere annotato. In un’epoca ossessionata dalla produttività, l’agenda diventa così un manifesto silenzioso. Scrivere non per riempire, ma per chiarire. Segnare non per controllare, ma per dare peso al tempo. Disponibile nel flagship store di Milano e su aspesi.it, la capsule “Not This Year” traduce visivamente e materialmente questa attitudine. Aggiungi ai preferiti

Lavorare meglio

1 Gennaio 2026

C’è ancora chi pensa che la business etiquette sia una versione educata del “comportati bene in ufficio”. Spoiler: non lo è. La business etiquette è una competenza operativa, qualcosa che serve davvero a lavorare meglio, in maniera più efficace e con meno fatica; non a fare scena. Nel mondo del lavoro contemporaneo i problemi raramente nascono da una mancanza di competenze tecniche. Più spesso, si originano dalla poca chiarezza relazionale. Qualche esempio? Email scritte senza una struttura definita, confini poco chiari, ruoli che si confondono, confidenza che arriva prima della fiducia. È in questi punti che il lavoro rallenta, si irrigidisce, si complica inutilmente. La business etiquette interviene qui, non per aggiungere formalismi inutili, ma con lo scopo di ridurre l’attrito. È da questa idea concreta e che nasce il workshop di Business Etiquette organizzato da Pineider, in collaborazione con Italian Etiquette Society, in programma sabato 17 gennaio, e condotto da Elisa Motterle, fondatrice di Italian Etiquette Society. Business etiquette: a cosa serve davvero La business etiquette non serve a essere più gentili: serve a essere più chiari. Serve a scrivere email che vengano lette nel modo giusto. A fare richieste senza creare resistenze, a dire di no senza giustificarsi troppo. Serve a mantenere una relazione professionale dentro ai suoi perimetri naturali, anche quando il clima diventa informale. In altre parole, la business etiquette è una grammatica condivisa che rende il lavoro più leggibile e meno faticoso. Storicamente, non a caso, la business etiquette si afferma quando il lavoro diventa più complesso, meno gerarchico e più interdipendente. Quando il famoso  “tanto tra di noi ci si capisce” non basta più, e il modo in cui si comunica diventa decisivo quanto ciò che si fa. Il workshop del 17 gennaio Il workshop ospitato da Pineider è pensato per chi lavora con le persone e sa che spesso il problema non è cosa si dice, ma come lo si dice (e anche cosa si lascia intendere senza volerlo). Si lavora su casi reali: email inefficaci, gestione di clienti difficili, confini professionali da ristabilire, relazioni professionali che rischiano di scivolare su un piano sbagliato… Niente teoria vuota, ma tanti strumenti concreti, da usare subito nella vita vera, ogni giorno. Pineider da sempre lavora sulla precisione del gesto, sulla responsabilità della forma, sull’idea che ciò che facciamo — e come lo facciamo — lasci una traccia. Aggiungi ai preferiti

Oltre l’abito: il valore della forma nei contesti che contano

23 Dicembre 2025

La domanda è antica: l’abito fa il monaco? No. Eppure, nei contesti professionali o formali ciò che indossiamo incide sulla percezione immediata. Non per superficialità, ma perché il dress code è uno dei modi più rapidi con cui si decodifica un ambiente. La collaborazione tra Pineider e Italian Etiquette Society nasce da questa evidenza: la forma, in ogni sua declinazione, è un gesto di chiarezza. Pineider lo esprime da sempre attraverso carta, pelle e accessori pensati per accompagnare il lavoro e lo stile quotidiano. Riflettere sul dress code significa estendere lo stesso principio alla presenza personale. Il workshop guidato da Elisa Motterle ha affrontato questo tema con un piglio pratico e contemporaneo. Non un insieme di regole, ma un metodo per leggere i codici — dichiarati e impliciti — e imparare a interpretarli, senza mai smentire la propria individualità. Le incertezze più frequenti  riguardano situazioni comuni: colloqui, riunioni importanti, eventi di networking, cene istituzionali. Occasioni in cui ogni dettaglio pesa. I dress code  principali — dal business formal alle versioni più attuali del business casual — sono stati analizzati attraverso variabili decisive: struttura dei capi, pulizia delle linee, palette cromatiche, materiali. L’obiettivo non è aspirare alla perfezione, ma costruire consapevolezza: evitare errori che indeboliscono l’autorevolezza e valorizzare la propria presenza con scelte misurate. Il dress code, se compreso con intelligenza, diventa uno strumento di sicurezza: permette di entrare in un ambiente con maggiore equilibrio e tranquillità. Nella cornice Pineider, questo principio è apparso evidente: la forma non sostituisce la sostanza, ma la valorizza. Il workshop del 22 novembre è stato un momento pensato per offrire strumenti concreti e immediatamente applicabili, utili a presentarsi con chiarezza e coerenza nelle situazioni che contano. Una competenza semplice, ma capace di fare la differenza.   Aggiungi ai preferiti

Il potere dei biglietti

5 Dicembre 2025

Scena uno. Incontro di lavoro: una stretta di mano, una conversazione brillante, e poi quel micro-istante che decide se resteremo nella memoria dell’altro… o se ci dissolveremo, diventando l’ennesimo contatto ridotto a un nome. In quel momento, un biglietto da visita ben studiato – e usato con intelligenza – pesa più di qualsiasi “ti scrivo su LinkedIn”. Scena due. La festa è finita, gli ospiti si congedano e i “grazie mille!” si sprecano mentre si rimettono i cappotti… Poi, a sorpresa, due giorni dopo arriva una busta: carta preziosa, due frasi ben scelte, parole vergate a mano con cura. Non è solo un ringraziamento: è un segno di presenza che resta, senza fare rumore, e rinsalda la relazione rendendola un po’ più speciale. Viviamo un tempo velocissimo, connessi su mille canali. Eppure – ironia della sorte – proprio quando comunicare è così facile, finiamo per dedicarci poca attenzione. Inviare un biglietto, offrire una business card con una stampa ben fatta, scrivere due righe a mano diventano allora gesti quasi rivoluzionari che, nel mondo del “tutto & subito”, parlano del desiderio di fare le cose con cura, prendendosi il tempo che serve. È lo stile di vita che Pineider coltiva da secoli: rallentare il gesto, scegliere con criterio, privilegiare l’autenticità sulla fretta. Ma proprio perché la comunicazione scritta comme il faut è sempre meno frequente, l’idea di prendere carta e penna fa sorgere mille incertezze… Come si scrivono gli indirizzi sulle buste? Quando (e come) si porge il proprio biglietto da visita? Si può scrivere un ringraziamento senza ricorrere a frasi fatte? Sui biglietti personali va barrato il nome? E la firma? Iniziali, solo nome o anche cognome? Queste regole valgono anche per il business? Questi sono solo alcuni dei dubbi più comuni. Per risolverli, Pineider ha ideato con Italian Etiquette Society il workshop esperienziale Galateo dei Biglietti, svolto sabato 18 ottobre presso la boutique Pineider di Via Manzoni, Milano. Nel corso dell’incontro, condotto da Elisa Motterle, si sono riscoperte le regole essenziali della corrispondenza. Si è visto come costruire un guardaroba di cartoleria adatto alle nostre esigenze, le differenze tra corrispondenza personale e professionale, e come trasformare un semplice biglietto di cortesia in uno strumento di comunicazione che lascia il segno. È stata data occasione ai partecipanti di mettersi alla prova con esercitazioni pratiche per trasformare l’incertezza in sicurezza e il gesto in un’abitudine elegante. Se vuoi che la tua comunicazione lavori per te anche quando non ci sei, inizia dai biglietti. La forma, qui, è sostanza. Tieniti aggiornato sui prossimi appuntamenti per scoprire tutto ciò che sta dietro al mondo del galateo. Aggiungi ai preferiti

Il “Pineider Privée” sale in Rolls-Royce

1 Dicembre 2025

Lo scorso giovedì si è tenuta una nuova edizione di Pineider Privée, il format con cui Pineider accoglie un pubblico selezionato in un percorso esclusivo di degustazioni ed experience che incarnano i valori del brand: attenzione al dettaglio, eccellenza artigianale e celebrazione del tempo. La serata si è aperta con la finezza dello Champagne Encry, le cui cuvée Blanc de Blancs hanno accompagnato gli ospiti in un’introduzione elegante e ricca di sfumature minerali. In un dialogo continuo tra gusto e cultura, il pubblico ha potuto scoprire anche l’universo del Sigaro Toscano, simbolo di una ritualità tutta italiana che ben si accorda alla filosofia Pineider. L’heritage automobilistico è entrato in scena grazie al Museo Nicolis, che insieme a Rosso Corsa ha portato in esposizione alcune straordinarie Rolls-Royce, aggiungendo alla serata un fascino visivo e narrativo capace di celebrare la bellezza e la precisione meccanica del passato. Il percorso gustativo ha trovato nuovi apici con le selezioni di CaviarGiaveri, eccellenza internazionale del caviale d’allevamento, e con la naturale effervescenza di Ferrarelle, che ha accompagnato ogni momento valorizzandone sapori e intensità. In chiusura, le creazioni di Amedei Toscana hanno offerto un finale all’insegna della dolcezza e della qualità più ricercata. Questa edizione di Pineider Privée ha riaffermato come l’incontro tra savoir-faire, cultura ed eccellenze gastronomiche possa trasformarsi in un racconto autentico del mondo Pineider: un invito a vivere il tempo con consapevolezza, gusto e stile. Aggiungi ai preferiti