Pineider magazine

C’è ancora chi pensa che la business etiquette sia una versione educata del “comportati bene in ufficio”. Spoiler: non lo è.
La business etiquette è una competenza operativa, qualcosa che serve davvero a lavorare meglio, in maniera più efficace e con meno fatica; non a fare scena.

Nel mondo del lavoro contemporaneo i problemi raramente nascono da una mancanza di competenze tecniche. Più spesso, si originano dalla poca chiarezza relazionale. Qualche esempio? Email scritte senza una struttura definita, confini poco chiari, ruoli che si confondono, confidenza che arriva prima della fiducia. È in questi punti che il lavoro rallenta, si irrigidisce, si complica inutilmente. La business etiquette interviene qui, non per aggiungere formalismi inutili, ma con lo scopo di ridurre l’attrito.

È da questa idea concreta e che nasce il workshop di Business Etiquette organizzato da Pineider, in collaborazione con Italian Etiquette Society, in programma sabato 17 gennaio, e condotto da Elisa Motterle, fondatrice di Italian Etiquette Society.

Business etiquette: a cosa serve davvero

La business etiquette non serve a essere più gentili: serve a essere più chiari.

Serve a scrivere email che vengano lette nel modo giusto.
A fare richieste senza creare resistenze, a dire di no senza giustificarsi troppo.
Serve a mantenere una relazione professionale dentro ai suoi perimetri naturali, anche quando il clima diventa informale.

In altre parole, la business etiquette è una grammatica condivisa che rende il lavoro più leggibile e meno faticoso. Storicamente, non a caso, la business etiquette si afferma quando il lavoro diventa più complesso, meno gerarchico e più interdipendente. Quando il famoso  “tanto tra di noi ci si capisce” non basta più, e il modo in cui si comunica diventa decisivo quanto ciò che si fa.

Il workshop del 17 gennaio

Il workshop ospitato da Pineider è pensato per chi lavora con le persone e sa che spesso il problema non è cosa si dice, ma come lo si dice (e anche cosa si lascia intendere senza volerlo).

Si lavora su casi reali: email inefficaci, gestione di clienti difficili, confini professionali da ristabilire, relazioni professionali che rischiano di scivolare su un piano sbagliato… Niente teoria vuota, ma tanti strumenti concreti, da usare subito nella vita vera, ogni giorno.

Pineider da sempre lavora sulla precisione del gesto, sulla responsabilità della forma, sull’idea che ciò che facciamo — e come lo facciamo — lasci una traccia.